Sempre pronti, allineati e coperti i soldatini del garantismo. E’ tutto assodato, è tutto scontato: i diritti individuali sono più forti e potenti dell’interesse collettivo e dei doveri soggettivi. Se poi queste masse si fondono con la pletora dei sudditi del no-ovunque, dei dissidenti e dei disobbedienti a prescindere, allora la faccenda diventa di difficile gestione. Capisco che ci sia tra questa gente una percentuale di persone che si trova a pagare il conto salato e maleodorante di chi, fino ad oggi, ha tirato a campare nutrendo servilismo e clientelismo, a tutela del proprio fottutissimo orticello. 2.965 dipendenti per le municipalizzate cioè un netturbino ogni 337 abitanti. Se si considera che nelle more dell’inattività dei lavoratori – che hanno un secondo lavoro, in nero ovviamente - i consorzi hanno dovuto di volta in volta affidare la differenziata ad altre ditte il rapporto diminuisce ulteriormente. Il risultato, stando ai numeri, dovrebbe essere eccellente in ottica di raccolta rifiuti differenziata; ed invece no ! Ora il pettine è arrivato a fine corsa, il risultato lo abbiamo visto ed in tutti i colori … bisogna mettere il punto, ed invece di prendersela con chi ha portato la città a questo punto, se la prendono con chi ha deciso di riportare la situazione nei canoni della normalità. Ma la paura per i vostri figli, mentre in cabina votavate per Bassolino, dov’era ?!? Ora mi piacerebbe sapere, questi capi-popolo, quale soluzione adotterebbero per debellare definitivamente il problema rifiuti: finora dalle loro bocche ho sentito solo “no”, “i nostri figli”, e “lo Stato ci deve…”. Allucinante: manifestare con anziani e bambini tra la folla, e piangere tirando molotov … incoscienti e vigliacchi !
A proposito di incoscienti, uscendo dai confini campani, ci sono da dire un paio di paroline anche in merito dell’altra emergenza nazionale di moda in questo periodo: le morti bianche e gli incidenti sul lavoro. Si è assistito allo straccio delle vesti delle organizzazioni sindacali che chiedevano più fermezza e pugno duro nei confronti dei datori di lavoro, rappresentanti sindacali in prima fila nelle chiese a rivendicare le morti ingiuste, carcere per chi non fa rispettare la sicurezza, concertoni ... bene, tutto ok, allora cominciamo coi vertici della Cgil:
“MILANO — Muratori sospesi sulle impalcature senza imbracature e senza casco. Funamboli che si sporgono a dieci metri d'altezza per afferrare i carichi in arrivo dalle gru. Succede a Milano. In un cantiere della Lega cooperative che costruisce uffici della Cgil e un pensionato universitario. Tutto sotto gli occhi della Asl incaricata di vigilare sulla sicurezza sul lavoro (gli uffici sono a duecento metri). A segnalare il cantiere a rischio tre studenti della Cattolica. Nicola Palma, Andrea Sceresini e Francesco Segoni hanno notato che qualcosa non andava. E hanno consegnato al Corriere un dossier completo di foto, video e relazione scritta. Il cantiere si trova in via Oglio 8, zona centrale. Il terreno era della Cgil di Milano da 25 anni. Quando è diventato edificabile, nel 2006, il sindacato lo ha venduto. In cambio non ha ottenuto danaro ma la costruzione di propri uffici sull' area. Tutta l'operazione sta avvenendo grazie allo stanziamento di oltre un milione di euro da parte della Regione Lombardia.” (dal corriere.it)
Pugno duro è quello che ci vuole: se sei dipendente, ed il datore di lavoro non ti fornisce i mezzi per assicurarti la vita e rispettare la normativa vigente, questi va denunciato. Se non dimostri di averlo denunciato, andate a casa tu ed il datore di lavoro. Ma quando il peccato viene efferato proprio in casa del predicatore, c’è solo un modo per definire la situazione: IPOCRISIA. E quando Epifani interroga la sibilla per avere le motivazioni del distaccamento dei lavoratori, pensi seriamente su questi dati.
Da oggi in poi sarà vita dura per i garantisti a prescindere, e lo ha deciso l’Italia che produce e che vuole rialzarsi!
Nb: da oggi in onda su Grande Bugia Tv il filmato degli studenti della Cattolica di Milano che hanno ripreso il cantiere della Cgil dove vengono infrante le norme sulla sicurezza.
Oggi ho notato con immenso stupore che uno dei grandi problemi italiani non è la recessione in atto, non sono i mega stipendi di politici e loro pennivendoli al seguito, non è il livello di insicurezza sociale ai massimi livelli, non è il rischio del ritorno alla lotta armata a causa dell'esclusione della sinistra massimalista dal parlamento, il problema dei problemi è l'aggressività di Vittorio Sgarbi.
TORINO - A una settimana dall'apertura ufficiale, il prossimo 8 maggio, si riaccendono le polemiche che imperversano da mesi per la decisione di designare Israele come Paese ospite della Fiera del Libro 2008. Teatro di nuove proteste la manifestazione del Primo Maggio a Torino: al termine del corteo, intorno all'una, in piazza San Carlo alcuni giovani dei centri sociali del capoluogo piemontese e dell'associazione Free Palestine hanno bruciato due bandiere israeliane e una americana.
«PROVIAMO VERGOGNA» -Dopo aver lanciato alcuni fumogeni, nel centro della piazza, quando le circa 30.000 persone che hanno partecipato alla manifestazione si erano quasi tutte allontanate, i giovani di Askatasuna e altri gruppi, hanno dato fuoco alle tre bandiere dopo averle inzuppate di benzina. «Un gesto forte lo sappiamo - ha detto un portavoce - ma noi pensiamo che ben più forti, più clamorose siano le morti, ormai quotidiane, di civili palestinesi, tra cui anche bimbi di pochi mesi, sotto il fuoco israeliano. Proviamo vergogna nel pensare che Torino e la Fiera vogliano festeggiare e onorare questo paese che non smette di sopraffare e ferire mortalmente la sovranità di un altro paese».
UN ATTO DI INCIVILTA'» - Ferma condanna delle proteste da parte dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane. «Un atto di inciviltà che proprio nel momento in cui ci si appresta a celebrare la festa per i 60 anni di Israele a Torino, è inammissibile in uno stato democratico» ha detto Claudia De Benedetti commentando gli atti antisraeliani a Torino. «Ritengo - ha aggiunto De Benedetti - che questi atti non giovino al sereno svolgimento di una manifestazione che vedrà la presenza del presidente Napolitano a fianco di tanti amici di Israele. E sono sono preoccupata per un atto che testimonia un clima ostile e di ignoranza e pregiudizio. Una vera e propria censura culturale».
Disgustoso, i soliti noti continuano a farsi del male, poveri mentecatti.Non so che razza di gesto forte questa gente mediamente strafatta e parassita abbia voluto fare, dato che è da tempo immemore che bruciano bandiere americane e israeliane...che mancanza di fantasia!Non era meglio uno sciopero della fame e della canna?
L'avvenimento è ancora più squallido in quanto oggi in Israele era il giorno della memoria della shoah.
Infatti alle 10 in punto (le 9 in Italia) un suono di sirene si e' diffuso in tutto Israele e il paese si e' fermato per due minuti per ricordare le vittime della Shoah. Le celebrazioni sono iniziate allo Yad Vashem con un'intervento del primo ministro Ehud Olmert: "Ancora oggi c'e' chi continua a negare l'Olocausto - ha detto Olmert -. A loro, a chi e' pieno di odio e a tutti quelli che cospirano per il male, oggi diciamo: tutto questo non deve succedere mai piu"
Che figura miserabile.
Tana