Sosteniamo a gran voce la causa di chi vuole un'informazione libera, vera, alla larga dai tentacoli del manovratore. Sia benedetto De Benedetti, e tutti i benedettini, insorgiamo Giacobini ed imbracciamo le penne !!!
Ululati di disprezzo nei confronti di Feltri e tutti i pennivendoli schiavi del padrone, pronti a veder zerbini umani al servizio di Prada e Pravda ovunque, quindi mi rimbocco le maniche e comincio a girar per le pagine di testate serie: e cosa ci trovo ?!? Lo sgup...
Una lugubre mostra di foto con tanto di titolo a pagina intera: "Le foto segrete di Hiroshima"
Wow... complimenti a Repubblica che, a firma di Vittorio Zucconi, mostra sul sito materiale molto interessante; ed è doveroso da parte nostra dare la giusta eco alla notizia riportandola su un post. Unica nota stonata dell'articolo, a mio parere, la chiosa dello Zucconi che vuol sottolineare: " In queste ore, dopo la riesumazione della nuova processione di spettri 63 anni dopo, sulla rete, sui blog americani che le hanno diffuse ribolle il fiume della la rissa fra chi rivendica l'inevitabilità strategica delle due bombe atomiche sganciate per evitare un'invasione di 500 mila possibili caduti americani e chi grida alla odiosa vendetta contro una nazione ormai disfatta, ma sempre odiata e aliena, come mai furono odiati o alieni gli altri nemici del Patto Tripartito, gli italiani di Mussolini e i tedeschi di Hitler.
La solita, stucchevole rimasticazione di processi revisionisti, di fronte a morti che chiedono soltanto di essere ricordati e scusati per essere morti. E noi li perdoniamo, se loro perdonano noi."
Errore, è la solita, stucchevole cavalcata del falso storico per avanzare pratiche anti-revisioniste.
Perchè sembra proprio che quelle foto non inquadrino la strage provocata dall'atomica, bensì un desolante scenario post-tellurico, dopo il terremoto che ha colpito la regione di Kanto (vicino Tokio) nel 1923.
Le Monde, che tre giorni dopo aver appreso la notizia del quotidiano aveva pubblicato (come noi) il servizio, ha fatto ammenda con due articoli a firma di Claire Guillot, la stessa giornalista che pochi giorni prima si era occupata della censura fatta dagli Stati Uniti su quegli scatti ad opera della Hoover dell'Università di Stanford (che ha immediatamente rimosso le foto dal sito), che per anni le aveva conservate seguendo il volere di Robert Capp, il fotografo ormai defunto. Anche io quindi mi scuso per la falsa informazione prodotta avendo riportato l'articolo...
Repubblica cosa fa ?!? 7 righe, dico 7, così composte:
"Gli archivi della Hoover Institution hanno rimosso dal sito Internet, a causa di dubbi sulla autenticità, le foto inedite delle vittime di Hiroshima pubblicate alcuni giorni fa dalla grande stampa (in Europa, tra l' altro, da Le Monde, El Pais, Repubblica - (notare come è stata invertito l'ordine di comparsa selle testate, ndr)-). Dopo aver riesaminato il materiale, ieri gli archivi Hoover hanno fatto sapere che almeno 2 delle 10 foto pubblicate riguardano il terremoto di Kanto (1923) e non la bomba atomica (1945). Sulle altre 8 immagini sono in corso ulteriori esami."
Una pagina per lo sgup, 7 righette per l'errata corrige, senza accenno ad una scusa... un po' pochino per l'informazione libera...
GRANDE BUGIA è chiaramente ispirato all’omonimo capolavoro-inchiesta di Giampaolo Pansa. Questo libro, ultimo di una serie dedicata alla storia d’Italia nascosta dall’intellighenzia comunista, ha rappresentato per me un’illuminazione. E forte è cresciuto il desiderio di approfondire i temi e gli eventi che dal dopoguerra ad oggi hanno avuto solo una interpretazione, faziosa ed ipocrita. Nel suo piccolo questo blog si propone di dare voce anche a chi non la pensa come alcuni contemporanei telepredicatori e dubita fortemente dei messaggi divulgati dalla “cultura ufficiale”.