Ordunque, abbiamo scoperto ieri, grazie all'Onorevole Di Pietro, che sulla classe politica - la "casta" di cui lui fa parte - si può dire tutto, criticarli in tutto ed offenderli, perchè no...
Tra allusioni ed ammiccamenti dell'Imam telegenico Travaglio, esce la figura del Presidente del Senato della Repubblica Italiana Renato Schifani appena al di sopra di una "muffa"... anzi... con la muffa ci si fa la penicillina, con Schifani manco quella... e giù a risolini assieme a Fabio Fazio.
A parte il fatto che tra tutti e due sembravano le versioni contraffatte di due Gremlins, la pietra miliare del "dove se pote" l'ha collocata ieri sera Di Pietro a Matrix.
"Embè ?!?" Dice il povero Tonino "e che mo non si può neanche criticare la casta ?!? Ma che sono intoccabili ?!?"
No, non è che sono intoccabili, ma da quando il mondo è mondo esistono le buone maniere, onorevole Di Pietro... Che a Travaglio non piaccia Schifani è assodato, ma che lo esterni in quella maniera non è tollerabile... altrimenti, se tutto è lecito, allora bisognerebbe rivalutare quanto accaduto attorno a Storace, quando tutti i filosofi della politica si gettarono al collo del leader de La Destra per aver espresso le proprie opinioni sulla Montalcini e sul Presidente della Repubblica.
Sull'argomenti si è parlato - e tanto - quindi la mia personale attenzione politica, fino alla prossima travagliata, sarà dedicato a cose ben più serie piuttosto che alle chiacchiere da saloon...
GRANDE BUGIA è chiaramente ispirato all’omonimo capolavoro-inchiesta di Giampaolo Pansa. Questo libro, ultimo di una serie dedicata alla storia d’Italia nascosta dall’intellighenzia comunista, ha rappresentato per me un’illuminazione. E forte è cresciuto il desiderio di approfondire i temi e gli eventi che dal dopoguerra ad oggi hanno avuto solo una interpretazione, faziosa ed ipocrita. Nel suo piccolo questo blog si propone di dare voce anche a chi non la pensa come alcuni contemporanei telepredicatori e dubita fortemente dei messaggi divulgati dalla “cultura ufficiale”.