Capiamo che il doloroso e impegnativo compito della spartizione delle poltrone stia mettendo a dura prova l'equilibrio psico-fisico dei signori che NOI abbiamo mandato al governo del paese.
Capiamo che per decenni la nostra parte sia stata indicata con sufficenza dalla pletora di intellettuali al servizio dei politici nati cresciuti e pasciuti grazie alle ricche prebende sporche del sangue versato in nome della lotta di classe.
Capiamo che l'esclusione dalle istituzioni dei cultori dei centri sociali possa comportare il rischio di ritorni alle violenze di piazza.
Ma non vediamo per quale motivo gli si debba facilitare il compito. Forse Fini - che su questo blog abbiamo difeso contro tutto e contro tutti - dovrebbe preoccuparsi meno di dove e come piazzare il suo fedele portavoce Ronchi e più dell'equilibrio da usare nelle dichiarazioni televisive, soprattutto in virtù del ruolo istituzionale che è stato da pochi giorni invitato a ricoprire.
Grande Bugia si schiera senza se e senza ma dalla parte della famiglia di un ragazzo assassinato da una banda di criminali con la testa intrisa nella merda che meritano di marcire in carcere. PUNTO.
Fatto salvo che è quanto meno ipocrita e strumentale cavalcare l'onda del nazifascismo al cospetto di fatti che hanno a che vedere solo con la criminalità spicciola e gratuita, con le malattie mentali di 4 mentecatti esaltati, cosa c'entrava paragonare l'assassinio di Verona con le contestazioni alla antisemite alla fiera del libro di Torino?
Suvvia Fini, questa volta hai perso una preziosa occasione per tacere. Anche perchè in questo modo offuschi il tuo stesso faticoso lavoro di riscatto dal recinto in cui ci avevano reclusi per 60 anni, e i nostri sforzi quotidiani per sostenerti in questa coraggiosa opera.
Caro Gianfranco Fini, lascia perdere il totoministri. Anzi se proprio devi metterci bocca fallo per tenere a freno le ambizioni dei tuoi portaborse in modo che si possa concludere senza ulteriori frizioni la composizione del nuovo governo. Che l'Italia ha urgenza di essere guidata,SUBITO! Siamo esausti dei giochetti di potere.
Se dovesse avanzarti qualche minuto caro Gianfranco, approfittane per ripassare alcuni concetti che a nostro giudizio dovrebbero essere "sempre" presenti nei tuoi pensieri, ottimamente sintetizzati nel seguente articolo di Fausto Carioti.
Mafiosi e fascisti
Il primo è stato Giulio Tremonti, che ha mandato in stampa un libro in cui la globalizzazione è dipinta come un complotto di menti avide e senza scrupoli e l'Organizzazione per il commercio mondiale è definita «il comitato d'affari delle multinazionali». La sinistra e gli editorialisti di Repubblica hanno gradito. Bene.
Poi è toccato a Gianfranco Fini, che nel discorso d'insediamento alla presidenza della Camera ha detto tutto quello che ci voleva per farsi applaudire dalla sinistra. Bravo.
Allora Gianni Alemanno ha voluto far vedere a tutti che lui quando ci si mette è più a sinistra del Pd e di metà Sinistra Arcobaleno, tanto che per darcene la prova visibile - assolutamente non necessaria - ora medita di mettere il
menestrello di Veltroni e Totti nella commissione per Roma Capitale. Ottimo.
Quindi è sbucato Renato Schifani, seconda carica dello Stato, che per recuperare Fausto Bertinotti, Enrico Boselli e gli altri trombati dagli elettori propone di farli riapparire in Parlamento inventandosi il cosiddetto "
diritto di tribuna". Molto intelligente, molto sensibile, fanno sapere da sinistra quelli che volevano rendere Silvio Berlusconi ineleggibile. L'importante è essere superiori: sublime Schifani.
Chiude (per ora) Giano Accame per dire che i centri sociali non devono essere toccati, perché fanno «
aggregazione comunitaria». Ok, nessun problema.
Va bene tutto, va bene la voglia di non apparire più quelli che non intendono fare prigionieri, va bene la smania di scimmiottare Nicolas Sarkozy anche se non si sa una parola di francese. L'importante è non montarsi la testa e non iniziare a credersi davvero padri della patria, nobili figure bipartisan apprezzate da tutti. Per la sinistra, loro sono i protettori dei mafiosi e i difensori dei fascisti, e lo saranno sempre. Ora gli sorridono e se li intortano, ma alla prima occasione utile glielo ricorderanno nel modo più duro possibile.
da A Conservative Mind