La Grande Bugìa

60 anni di lavaggio del cervello e menzogne della sinistra italiana. Orgogliosamente revisionisti!
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mercoledì, 30 aprile 2008

Il discorso di Fini alla camera: il video

postato da grandebugia alle ore 16:23 | link | commenti (10)
categorie: video, camera dei deputati, fini
mercoledì, 30 aprile 2008

Il vero fascismo

Dedichiamo ai numerosi ottusi che ancora oggi, a dispetto dell'inefficacia sull'elettorato delle loro armi di "propaganda", si ostinano a cavalcare l'onda della marea nera questa ottima sintesi di
Giordano Bruno Guerri


                                    Il vero fascismo

La battuta migliore delle ultime elezioni l’ha detta, secondo me, Maurizio Gasparri. Dopo la vittoria del centrodestra, a dei grillini che gli vociavano intorno dandogli del fascista, ha risposto: «Le elezioni sono state vinte democraticamente, voi contestate la democrazia. Fascisti!» Paradossale come tutte le battute, la frase ha un fondo di verità. Non è un atteggiamento democratico rinfacciare il fascismo a una destra che al fascismo non si è mai richiamata, o che se ne se ne è staccata da tempo e in ogni modo.

Si accetta che persino degli ex terroristi vengano eletti in parlamento, in quanto si crede nella loro capacità di ricredersi e cambiare. Ma questa capacità non viene riconosciuta alla destra e - specialmente quando vince - si continua a identificarla con un regime scomparso da oltre sessant’anni. Già il Movimento sociale era diverso sia dal fascismo-movimento delle origini, sia dal fascismo-regime della dittatura, sia dal fascismo repubblicano di Salò. E se il partito di Giorgio Almirante rimase a lungo incancrenito su posizioni nostalgiche fu anche perché, considerandolo «fuori dall’arco costituzionale», gli si impedì di evolversi, oltre che di partecipare a qualsiasi governo di centrodestra. In realtà la destra, nel suo insieme, ha dimostrato negli ultimi due decenni di essere mobile e pronta a cambiare.

L’evoluzione - netta e radicale - ci fu con il congresso di Fiuggi, ormai storica. Da allora nessuno potrebbe sostenere sul serio che Alleanza nazionale abbia mai avuto posizioni «fasciste». Anzi, ha pagato il suo distacco dalla destra estrema con una serie di piccole e grandi scissioni (l’ultima, recentissima è quella di Storace). Unirsi a Forza Italia nel Pdl è stato un ulteriore passo che non dovrebbe lasciare dubbi. Eppure, all’indomani della democratica elezione di Alemanno a sindaco di Roma, giornali e siti dell’opposizione pubblicano con voluttà foto di sgradevoli ragazzi che esultano con il braccio teso, suggerendo implicitamente che siano rappresentativi del 53 per cento e passa di romani che ha votato Alemanno. Il quale può non piacere: per esempio anch’io, quand’era ministro dell’Agricoltura, contestai con durezza le sue posizioni sugli ogm (simili a quelle di Mario Capanna…). Proprio non seguendo Storace, suo sodale fino a quel momento, Alemanno ha dimostrato di avere rinunciato a posizioni anche soltanto velate di nostalgia.

Nessuno più, tranne Berlusconi, che ne ha fatto un rito, rimprovera a D’Alema o a Veltroni di essere stati comunisti. Perché non deve valere il contrario?

da Il Giornale
martedì, 29 aprile 2008

Riflessioni semiserie di un non romano

ALEMANNO, FACCE SOGNA' !


Vi prego di perdonarmi, ma l'analisi della vittoria romana mi comporterà il dire un sacco di banalità, sia nel trionfo di Alemanno che nelle sue possibili ripercussioni.

Prima banalità: svolta veramente epocale; adesso sì, si possono condividere le parole di Feltri: "l'Italia è cambiata di più nell'ultimo mese che nei 60 anni precedenti". Roma campa di "esser capitale"; burocrazia, stato, parastato, enti municipali, spettacolo, assistenzialismo: in nessun'altra città d'Italia, neppure nelle parti più assistenzialiste del meridione, si ha una così alta concentrazione di lavoratori e pensionati dei settori sopra menzionati. Operai, artigiani, piccoli e medi imprenditori a Roma sono la minoranza silenziosa ed operosa, fino ad oggi trascurata. Ovvio che con tutto ciò Rutelli fosse favorito, e Roma sin più dura da conquistare delle rosse città toscane ed emiliano-romagnole.

Come già definito da Alemanno e Fini, un centro di potere. Potere di milioni di euro da spendere, spandere ed elargire a piene mani, ad amici e amici degli amici. Consulenze, mostre, spettacolini, abbellimenti. Chi campa di questo, non poteva avere dubbi: votiamo Rutelli affinché nulla cambi. Affinché si continui a cambiare le mutande a Roma senza farle un bidet. E invece no. Stavolta il "core de Roma" si è fatto sentire: altro che registucoli da due soldi (non come compenso), altro che cantautori piagnoni e multimiliardari, altro che giovani scrittori che non sanno nemmeno parlare. Stavolta il vero Romano s'è incazzato, e di brutto. E ha buttato all'aria la tavola imbandita (per altri e da altri).

Io non credo che Rutelli abbia perso sulla sicurezza: Rutelli ha perso e basta. Ha perso non avendo un progetto che non fosse quello del democristiano "tiriamo a campare finché la barca va". Ha perso non avendo più credibilità, come persona e come matrice politica. Ha perso non avendo capacità di dare fiducia in qualcosa di nuovo, nel cambiamento. Cosa succederà, adesso? Cosa significa, per il Pdl e più nel particolare An, vincere a Roma? Significa moltissimo a livello di immagine, di  opinione pubblica, di fiducia: se Milano fa ideologicamente tendenza tra i creativi e i professionisti in carriera, settore in cui però le idee durano un attimo, Roma è il centro della tendenza salottiera, quella chiusa, selettiva, conservatrice della borghesia colta e un po' puzzona con chi non è della famiglia.

Vedrete che, non appena dimostrerà le sue qualità, Alemanno farà prestissimo a conquistarsi le simpatie anche dei salotti e dei borghesi romani, e questo, per una certa cultura, è il miglior passaporto . Ho già notato dei cambiamenti nel Corriere della Sera, non mi stupirei se presto al "veltronismo" si sostituisse un qualcosa di più serio e pragmatico. In fondo, Fini che sbugiarda i radical chic è uno dei piaceri della vita... e dato che siamo a Roma, della Dolce Vita.

Watermelonwho

postato da WatermelonWho alle ore 18:36 | link | commenti (3)
categorie: roma, sindaco, rutelli, fini, alemanno, veltroni, feltri
martedì, 29 aprile 2008

A 33 anni dalla sua morte tributo a Sergio Ramelli

Il 29 Aprile del 1975 moriva a Milano Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù colpito a morte da un commando di Avanguardia Operaia.
Falcodestro ne commemora il ricordo con due video tratti da youtube.

                                                   L'assassinio


                                                  Il ricordo
postato da grandebugia alle ore 13:43 | link | commenti (7)
categorie: comunismo, terrorismo, video, comunisti, sergio ramelli
martedì, 29 aprile 2008

Un 25 aprile "Sovietico"



di Antonio Socci da Libero

Il 25 aprile ho trovato mio figlio che leggeva un'intervista ad Armando Cossutta. Nessun problema, se non fosse che mio figlio ha 10 anni, frequenta la V elementare e quell'intervista è contenuta in un giornale dell'Anpi intitolato "Patria indipendente" (un numero dedicato al 25 aprile), che è stato consegnato ai bambini della sua classe dalla maestra (peraltro un'ottima maestra). Nella scuola pubblica. Con tutto il rispetto per l'on. Cossutta, che ha il diritto di restare orgogliosamente comunista, mi riesce difficile considerarlo il simbolo della libertà e della democrazia occidentale (ricorda semmai l'Urss di Breznev). È come chiamare un vegetariano a fare il testimonial della bistecca alla fiorentina. Perché circola nella scuola elementare una rivista simile? A scanso di equivoci, premetto che mio figlio ha un nonno che è stato partigiano, uno zio deportato nel lager nazista di Dachau e un bisnonno che, in quanto sindaco socialista di un paese toscano, fu perseguitato ed incarcerato dal regime fascista. In casa mia dunque il fascismo è sempre stato detestato. Però trovo assurdo leggere una tale pubblicazione nella scuola elementare. Sono bambini. Per l'indottrinamento "progressista" c'è tutto il tempo. Fra scuole medie, licei ed università la sinistra ha 12 anni scolastici, un esercito di insegnanti e una quantità di libri di testo per martellare nella testa dei giovani la sua propaganda (che ormai, fra gli adulti, non si beve più nessuno). C'è bisogno di andare pure alle elementari sostituendo Pinocchio con Cossutta ?

E' curiosa la scuola italiana: a Natale non fanno il presepe e non nominano Gesù nelle recite per essere <<neutrali>> (così dicono), in certi casi si oppongono pure a innocue visite dei vescovi, dopodichè rifilano ai bambini Cossutta e (sempre in questa pubblicazione) il manifesto "25 aprile 1945 - 25 aprile 2008", firmato dalle associazioni partigiane, da Cgil-Cisl-Uil, Acli e da tutto lo schieramento di centro-sinistra: Pd, Prc, Sdi, Pdci, Sd, Verdi, Italia dei Valori. Insomma è politica. E di parte.

Non sto esagerando. In tale manifesto mio figlio legge che i partigiani ci liberarono dal nazifascismo stragista (e gli americani no ?).  E legge che da questa lotta nacque la Costituzione <<non a caso difesa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani nel referendum del giugno 2006, quando si cercò di snaturarne la sostanza e i valori>>. Testuale. Perchè mai la modifica costituzionale approvata dalla Casa delle Libertà è il bersaglio polemico del manifesto ufficiale del 25 aprile contro il nazifascismo ? Si può essere stati critici su quella riforma, ma che c'entra col nazifascismo ? Non solo.
In questo manifesto sul 25 aprile si denunciano <<nuovi pericoli>> e <<i tentativi di sminuire ed infangare la storia della Resistenza cercando di equiparare i "repubblichini" (...) ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati. Un modo per intaccare le ragioni fondanti della nostra Repubblica>>.
Anche Cossutta, nell'intervista, denuncia <<il clima di distorsione e manipolazione>>. A chi si allude ? Voglio sperare che queste scomuniche generiche non siano rivolte contro Giampaolo Pansa, anche se so che il successo dei suoi libri, dedicati all'altra faccia della resistenza (rossa), è andato di traverso all'"Italia dell'est". Sarebbe vergognoso accusare lui di voler <<sminuire o intaccare>> la Resistenza. Oltretutto Pansa, vero maestro del giornalismo italiano, è stato sempre di sinistra e addirittura, fino all'ultimo, è stato un sostenitore di Prodi.

Certo, ha disseppellito verità terribili e scomode (per comunisti, ex e post), censurate da mezzo secolo di propaganda. Ma questo è un merito immenso. E ora tutti devono fare i conti con la verità. Forse perfino la pubblicazione dell'ANPI - dopo aver evocato i crimini dell'altra parte - fa un vago riferimento a quei 20.000 assassinati con questa frase: <<Sussulti di rabbia e di odio che portarono ad altre morti, a volte ingiustificate>>. Solo <<a volte>> ingiustificate ? La mattanza di donne (spesso con stupro) denunciata da Pansa ne I gendarmi della memoria come sarebbe ? Giustificata o no ? Nel caso dell'esecuzione di Mussolini e della Petacci pare sia stato tutto sacrosanto. Si continua ad affermarlo oggi che il governo Prodi ha promosso la moratoria contro la pena di morte in tutto il mondo. E' curioso che il centrosinistra si glori di questa moratoria, che proclami che non si deve mai uccidere, che condanni l'esecuzione sommaria di Saddam Hussein e poi che continui ad approvare l'esecuzione di Mussolini e della Petacci (che peraltro non risulta aver fatto politica).
Così mio figlio si è trovato a leggere, nel fascicolo dell'ANPI, il lungo memoriale del partigiano Aldo Lampredi (già pubblicato su L'Unità di Veltroni) su come avvennero le due esecuzioni. Mi chiedo se abbia senso che un bambino di 10 anni debba leggere il Lampredi che - per dire - scrive: <<Ricordo il riferimento delle mutandine della Petacci, ma non ho sentito le parole che Audisio dice di aver detto a Mussolini>>.

Dubito pure che abbia senso far leggere a un bambino un articolo sui lager intitolato: "Dai paralumi di pelle umana a quella marcia dei duemila deportati". Poi c'è un altro curioso titolo: "Quando a Porzus ammazzarono 'quei porci badogliani'". Si tratta dell'eccidio - finalmente uscito dalla rimozione cinquantennale - perpetrato dai partigiani comunisti ai danni di una formazione partigiana cattolica e liberale. Il giornale dell'ANPI dice finalmente la verità su quella strage compiuta da partigiani rossi per togliere di mezzo i partigiani bianchi che ostacolavano le mire di Tito sul territorio italiano. Ma perchè scrivere che questa storia era iniziata <<quando i fascisti nel 1921 avevano imposto col sangue e col fuoco il loro regime agli slavi, e successivamente, quando nazisti e fascisti, avevano invaso la Jugoslavia>> ? Perchè dire che <<sono questi gli antefatti ideologici  della tragedia di Porzus>> ? E perchè poi - come prova - si fanno seguire due pagine col titolo: "Noiitaliani, assassini e incendiari nella Jugoslavia occupata" ? Cosa c'entra questo con il massacro di partigiani bianchi a Porzus ? Gli <<antefatti ideologici>> osno ben altri, si chiamano: ideologia comunista. Quell'eccidio significa che i partigiani rossi, spesso, più che per l'Italia combattevano per il comunismo. E talora ne trassero conseguenze orrende di questo tipo. Sono i casi (tanti, troppi) ricostruiti nei libri di Pansa.
Splendida la vicenda di Giorgio Morelli, l'eroico partigiano cattolico che dopo la liberazione denunciò i delitti rossi, specialmente contro i preti, fino a puntare il dito su nomi potenti. Fu espulso dall'ANPI. Scatenò molte ire. In quei tempi cupi accadde poi che il 26 gennaio 1946 <<due killer gli spararono sei colpi di rivoltella>>. Ebbe un polmone bucato, ma guarì. Continuò la sua battaglia, finchè un anno dopo in quel polmone arrivò la tubercolosi e "il Solitario" morì, a 21 anni.
Pansa è polemico anche su vicende recenti come la festa per Bompressi (quello del processo Calabresi) fatta dall'ANPI di Massa Carrara nel 2006. Perchè non discuterne ? E perchè non riconoscere che nella Resistenza vi furono eroi veri - come Giorgio Morelli - da indicare ai giovani come esempio (ma di cui nessuno oggi parla) e altri che fecero cose esecrabili ?
In quarta di copertina la rivista dell'ANPI inneggia al 25 aprile con lo slogan "scarpe rotte eppur bisogna andar" (è la canzone che evoca la "rossa primavera" e "il sol dell'avvenir"). La foto raffigura un paio di scarpe <<di un ignoto partigiano>> e un altro paio di scarpe da ginnastica <<di un pacifista alla marcia Perugia-Assisi>>.
Non è solo propaganda. E' anche un accostamento buffamente contraddittorio, come fare cortei pacifisti con l'immagine del bellicoso Che Guevara. E poi si chiedono perchè la gente non li vota...

Eppoi, aggiungo io, poi si chiede perchè debbono esser messe le mani nelle scuole...
Ricordo qualcuno che si scandalizzava per i salvadanai inviati nelle scuole da parte di Alemanno...
Sicuramente sarà mia premura insegnare a mio figlio qual'è la differenza tra un eroe ed un assassino.
lunedì, 28 aprile 2008

Alemanno sindaco: i video

 
 
 




Grande Roma !!!


    Il discorso dopo il trionfo            


La festa in campidoglio


Il discorso dal balcone
postato da Ciceruacchio74 alle ore 20:31 | link | commenti (49)
categorie: roma, elezioni, video, primo piano, alemanno, an
lunedì, 28 aprile 2008

Sempre più comunisti, sempre più ipocriti

Hanno un bel dire i burattini della sinistra a proposito dell'esigenza di uscire dal clima di forte contrapposizione tra i due principali blocchi politici italiani. Belle parole che hanno la pretesa di azzerare quanto è stato compiuto in Italia negli ultimi 60 anni, omettendo puntualmente i crimini compiuti nel nome del socialismo reale.


Ad esempio dimenticano di informarci che
le condanne a morte di antifascisti furono ben più numerose in Unione Sovietica sotto Stalin che non in Italia sotto Mussolini. Solo tra il 1935 e il 1939 – nel corso del “Grande terrore” - sono 110 gli italiani fucilati subito dopo l’arresto in seguito a processo sommario. Nel complesso la persecuzione riguardò 1.020 antifascisti della comunità degli esuli italiani.

Noi siamo passati attraverso l'arco costituzionale, il congresso di Fiuggi, i riconoscimenti del "male assoluto. Sono 60 anni che ci cospargiamo la testa di cenere.
Loro si guardano bene dal ricordarci che occupano posizioni di prestigio in strutture nate grazie alle connivenze criminali con l'Unione Sovietica. Difficilmente nei libri di storia troverete le testimonianze riportate nei video che abbiamo pubblicato ieri. Del resto l'egemonia culturale creat
a da Gramsci ancora è fondamento del pensiero sinistro italiano.
Ancora aspetto che Veltroni o Rutelli abbiano il coraggio di definire Togliatti lurido complice del "loro male assoluto".

Chi volesse avere un quadro più esaustivo può leggere questo articolo di Ugo Finetti  ripreso da  Fattisentire.net dove viene citata tra gli altri la storica Elena Dundovich.
Lei ha effettuato ricerche tra le fonti moscovite su Togliatti per gli anni ’36-’38  trovando che «portano non di rado la sua firma documenti rinvenuti negli archivi del Komintern che trattano il delicato tema degli emigrati italiani considerati sospetti dai funzionari italiani e sovietici della Terza Internazionale, per questo poi indagati e arrestati dalla Nkvd».
«In prima persona – prosegue la Dundovich – Togliatti per esempio autorizzò che una parte di costoro, e non casualmente proprio di coloro la cui sorte era più incerta e sui quali gravavano maggiori sospetti, venisse inviata all’ambasciata italiana per richiedere i documenti necessari a un eventuale espatrio, conoscendo perfettamente le conseguenze che poteva avere nel clima politico di quegli anni il minimo contatto con le autorità diplomatiche fasciste. [...] L’insieme di questi documenti provano in maniera inequivocabile come egli fosse informato delle singole fasi della tragedia che stava colpendo gli antifascisti italiani in Urss e come a quella tragedia, seppur non continuativamente, egli prese parte».


Basterebbe avere più fantasia nel voler ricercare "tutte le verità" per comprendere come dal 1945 in Italia sia in atto una sottile e strisciante dittatura delle coscienze, avendo i comunisti scientemente preso il controllo della cultura, dell'informazione, della giustizia; costruendo a tavolino favole che dipingessero la loro ideologia come portatrice di pace e democrazia, ed allo stesso tempo inventando crimini orribili da addebitare al proprio nemico per poterne offuscare l'immagine.
Hanno un bel parlare di "fase nuova" i sinistri del XXI secolo, l'antico vizio non è stato debellato, il complotto ai danni di Alemanno ne è la prova più recente.

Ma torniamo a Togliatti ed alla sua scuola di "manipolazione della realtà".
Egli,  nel 1963,  scriveva al segretario del Pc cecoslovacco, Antonin Novotny, chiedendogli di differire a dopo le elezioni politiche italiane la riabilitazione di Slansky e degli altri dirigenti comunisti impiccati nel 1952: «La riabilitazione di Slansky, venendo pochi giorni prima delle elezioni, darebbe luogo a una campagna forsennata contro di noi. Tutti i temi più stupidi e provocatori dell’anticomunismo verrebbero al centro dell’attenzione pubblica, spostandola dai problemi reali del nostro paese».

Ditemi cosa c'è di differente rispetto ai metodi che i sinistri utilizzano oggi.
domenica, 27 aprile 2008

Revisionismo? Si, grazie

                                             Revisionismo (da Wikipedia)

"Il termine Revisionismo indica l'atteggiamento di chi sostiene la necessità di correggere opinioni o tesi ritenute correnti o dominanti.
La storia - in quanto scienza umana - quando vede applicato il metodo scientifico alla propria materia è intimamente revisionista."

Il documentario che vi proponiamo, diviso in 3 parti, e che inaugura le trasmissioni test della web tvGrande Bugia aiuta a comprendere la forza dirompente che ci ha spinti a creare questo blog.
Difficilmente troverete sui testi scolastici  le testimonianze  ivi raccolte, anche perchè  aiuterebbero a svelare le ipocrisie di una parte politica ancora oggi restia a capire che per liberarsi dagli scheletri è necessario prima tirarli fuori dagli armadi.

Dimostrino che hanno il coraggio di affrontare questa "parte di storia",  riconoscano i limiti dei loro "padri", e poi si potrà parlare di 25 aprile e resistenza.





(ancora in fase di test) di
domenica, 27 aprile 2008

Sondaggio



Sottoponiamo a tutti i nostri visitatori, di ogni parte dell'Italia, un piccolo sondaggio per cercare di misurare l'effettiva tempestività ed efficenza della Polizia Municipale (particolarmente gradita la risposta dei concittadini romani ed in generale di quelli che risiedono nelle grandi metropoli). A tutti coloro che hanno avuto vicissitudini stradali, tipo tamponamenti o incidenti di qualsiasi natura che hanno richiesto l'intervento della Municipale, dopo quanto tempo dalla chiamata si sono presentati sul posto ?
postato da Ciceruacchio74 alle ore 11:55 | link | commenti (3)
categorie: roma, sondaggio, municipale
venerdì, 25 aprile 2008

Come fare sparire i clandestini



Che Dio mantenga in salute  gli  utili idioti. Il rinomato Ordine dei Giornalisti ha deciso che la definizione "clandestini" è discriminatoria, quindi "suggerisce" di sostituirla con locuzioni aderenti al criterio del politically correct.

In sostituzione i giornalisti iscritti all'ordine dovranno utilizzare le seguenti definizioni:
- Richiedente asilo.
- Rifugiato.
- Beneficiario di protezione umanitaria.
- Vittima della tratta.
- Migrante-immigrato.
-
Migrante irregolare.

Le jeaux son fait!

(fonte: Libero)
postato da grandebugia alle ore 12:47 | link | commenti (9)
categorie: informazione, libero, immigrati, clandestini, democratici ipocriti
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GRANDE BUGIA è chiaramente ispirato all’omonimo capolavoro-inchiesta di Giampaolo Pansa. Questo libro, ultimo di una serie dedicata alla storia d’Italia nascosta dall’intellighenzia comunista, ha rappresentato per me un’illuminazione. E forte è cresciuto il desiderio di approfondire i temi e gli eventi che dal dopoguerra ad oggi hanno avuto solo una interpretazione, faziosa ed ipocrita. Nel suo piccolo questo blog si propone di dare voce anche a chi non la pensa come alcuni contemporanei telepredicatori e dubita fortemente dei messaggi divulgati dalla “cultura ufficiale”.

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