La Grande Bugìa

60 anni di lavaggio del cervello e menzogne della sinistra italiana. Orgogliosamente revisionisti!
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lunedì, 31 marzo 2008

Modello Roma

C'era grande preoccupazione tra la gente di centro destra riguardo al profilo basso scelto dal suo leader. Non tutti hanno capito che il problema principale consisteva nella insolita lunghezza di questa campagna elettorale. Così come Veltroni chiese un governo di transizione per far dimenticare i danni dell'esecutivo Prodi, Berlusconi era consapevole che gli italiani sono facili alla "dimenticanza" e ha sapientemente amministrato la sua capacità di fuoco, riservandosi le cartucce migliori per l'affondo finale, evitando i rischi di "alterazione della realtà", tipici della propaganda sinistrorsa. E così, uno per uno, arrivano i conti da presentare all'omo novus, partendo proprio dalla fotografia delle sue capacità amministrative rispetto alla gestione della capitale d'Italia.

Questa è la lettera che ha inviato a circa 1 milione di romani.



" Cara amica, caro amico
l’Italia è un grande Paese e Roma è la Capitale, una città patrimonio del mondo. Noi lo sappiamo e ne siamo orgogliosi. È la sinistra ad averlo dimenticato. Il nostro impegno sarà quello di restituire dignità all’Italia e alla sua Capitale. L’eredità che ci lascia l’ex sindaco Veltroni è pesante. La sinistra, nonostante quel che pretende di far credere, ha costruito una città egoista. Siamo noi che vogliamo una città solidale. Del resto la sinistra ha premiato i poteri forti, anzi i più forti.
Noi invece vogliamo una città realmente vicina ai più deboli, meno diseguale, una città di qualità. I numeri del fallimento della sinistra parlano non di un «modello Roma», ma di un «disastro Roma»: 37mila famiglie senza casa; oltre 50mila bambini su un totale di 75mila, nella fascia d’età tra 0 e 3 anni, senza asilo nido; solo 30mila anziani su un totale di 565mila over 65 che riescono a beneficiare di un servizio di assistenza offerto dal Comune di Roma; 9mila disperati costretti ancora a vivere in condizioni di assoluto degrado in baraccopoli lungo le sponde del Tevere. Qui sono stati spesi addirittura 3,7 milioni di euro per i campi nomadi, contro i soltanto 5 milioni di euro che nel 2006 la Regione ha destinato all’emergenza abitativa a Roma. Veltroni è per Roma ciò che Prodi è per l’Italia. Veltroni e Prodi pari sono. Altro che il «modello Roma», anche qui è stato applicato solo il «modello Visco», quello del «tassa e spendi». E anche qui ha fatto danni: Roma è fra le città più tartassate d’Italia. La pressione fiscale per abitante è passata da 412 a 655 euro. Questo non ha però evitato che il sindaco di Roma ci lasciasse in eredità un debito che il prossimo anno raggiungerà 9 miliardi di euro. La tassa sui rifiuti ha colpito i bilanci delle famiglie romane con incremento fino al 30%, che per i negozi, i ristoranti e gli alberghi è stato addirittura del 48%. Ma la città è sempre più sporca e degradata. La raccolta differenziata è bloccata a poco più del 15% contro il doppio di Milano. Nel Lazio ci sono solo 3 termovalorizzatori contro i 13 della Lombardia. Roma ha la più grande discarica d’Europa, a Malagrotta: doveva chiudere due anni fa, ma continua ad accumulare immondizia perché la sinistra parolaia non vuole costruire i nuovi impianti di smaltimento.
Tremano le vene ai polsi al solo pensiero che un sindaco che lascia questa eredità abbia la velleità di guidare l’Italia. Cari amici, perché anche Roma si rialzi dal degrado economico, sociale e morale servono proposte e soluzioni forti, come quelle del Popolo della Libertà. Realizzeremo le infrastrutture per rendere scorrevole il traffico: l’anello ferroviario, nuovi parcheggi di scambio, le metropolitane (A, B, B1, C, D). Costruiremo 25mila nuove case per chi ha redditi più bassi e realizzeremo nuovi asili per 10mila bambini. Ridurremo le tasse comunali. Daremo sicurezza alla città chiudendo tutti i campi nomadi abusivi e controllando con severità quelli regolari; combatteremo la criminalità in tutte le sue forme con poliziotti, carabinieri e vigili di quartiere.
Svilupperemo la raccolta differenziata e gli impianti di smaltimento dei rifiuti per scongiurare l’incubo Napoli e chiuderemo la discarica di Malagrotta.
Care amiche, cari amici, dopo i suoi venti anni di governo, la sinistra ci lascia una Capitale da rifare. Oggi è possibile cambiare. Per questo il 13 e il 14 aprile vi chiedo di fare la scelta giusta, di votare e far votare il Popolo della Libertà, alla Camera e al Senato; Gianni Alemanno al Comune, Alfredo Antoniozzi alla Provincia e i candidati del Popolo della Libertà nei municipi. Sarà un atto di profondo amore per Roma."
Un forte, cordiale abbraccio
Silvio Berlusconi



Ma visto che a guidare la Capitale si sta riproponendo il grande Rutelli, credo sia giusto riportare questo commento estrapolato dal blog Fatti e Misfatti

La Stampa vergognosamente tace sulla condanna di Rutelli

Candida nuovamente come sindaco di Roma, ma nessuno parla delle consulenze d’oro!
Roma 29 Febbraio 2008 – Tutti assicurano che il PD sia pulito e lindo, primo tra tutti lo stesso Walter Veltroni, nessuno condannato. Certo se la stampa tace in modo palese, in quanto il neo candidato sindaco di Roma è stato condannato con tutto il suo esecutivo per le poco discusse “consulenze d’oro”.

Processo di primo grado
Il 25 settembre 2001, c’è stato un processo con relativa condanna: Francesco Rutelli e vari membri delle giunta vengono condannati a restituire lire 2.238.664.265, non viene comunque data all’epoca molta enfasi allo scandalo, per nostra fortuna la rete delle reti ha una memoria di ferro:
http://www.osservatoriosullalegalita.org/a/sent/rutelli1.htm

Appello
Successivamente un appello con conferma della condanna. Il danno va quantificato, secondo le indicazioni della parte attrice, in complessive 1.090.547.564 di Lire. Rutelli Francesco deve restituire 301.674.228 Lire.
http://www.associttadini.org/ausiliaritraffico/cdcconferma.html

Cassazione
La CORTE DI CASSAZIONE Sezioni Unite Civili, 25 gennaio 2006, con la Sentenza n. 1379 - Il ricorso in cassazione è stato rigettato e quindi la condanna dell'appello risulta confermata.
http://www.ambientediritto.it/sentenze/2006/Cassazione/cassazione.html


La condanna conferma che i menzionati, quali amministratori o alti funzionari del Comune di Roma, avevano votato numerose delibere di Giunta, con le quali erano stati conferiti e/o rinnovati incarichi e consulenze professionali esterne in violazione di norme contenute nella legge n. 142 del 1990 e nel d. lgs. n. 29 del 1993, recepiti nello Statuto Comunale e nel Regolamento per l'Organizzazione degli Uffici e dei Servizi dell'Amministrazione Comunale.

L'art. 323 del codice penale, contenuto nel Libro Secondo - Titolo II -DEI DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Reato detto ABUSO d'ufficio
sabato, 29 marzo 2008

Afef la dialogante

Ma si continuiamo a farci del male. Porgiamo il collo alle lame e le nostre donne al seme musulmano, permettiamo che su di noi e sulla nostra religione le fatwe si abbattano senza opporre alcuna difesa. Noi tappiamoci la bocca, fermiamo le nostre penne, stacchiamo le tastiere, perchè solo loro, i figli dell'Islam hanno diritto di parlare e stringere accordi. Alla loro maniera ovvio. Magari condannando a morte l'autore di un documentario che, in quanto tale, documenta di quale capacità di dialogo siano dotati gli allevatori di cammelli. Geert Wilders, ingenuo, pensava che Fitna aiutasse a scuotere qualche residuo di orgoglio delle tradizioni europee. Invece si trova contro l'Unione Europea, una bella manica di intellettuali intellighenti,e addirittura l'ONU.

E ancora più ingenuo Magdi Cristiano Allam a pensare che nel suo paese potessero arrivare attestati di solidarietà al coraggioso gesto della conversione. Il giornale di cui è vice-direttore censura il pezzo dove esprime le motivazioni del passaggio alla fede cattolica, vari cultori della pace a senso unico (cioè quella da raggiungere distruggendo Israele e visto che ci siamo anche tutti i cristiani) lo accusano di frapporsi al "dialogo tra culture diverse", ma credo tutti fossimo in attesa delle "illuminazioni sul tema" da parte della sig.ra Afef Jnifen in Tronchetti Provera. Lei, moglie di uno degli azionisti del Corriere medesimo, con taaaaanto equilibrio premette, sulle pagine della Stampa di non essere "interessata alla conversione di Magdi Allam", tranne subito dopo spiegarci che "Magdi Allam grida al genocidio contro gli ebrei e i cristiani nel mondo islamico. Ci sono stati e ci sono casi, ce lo insegna la storia".
Con enorme coraggio, lei, dà poi un bell'aiutino al giornalista condannato a morte per apostasia"lui vuole soltanto alimentare i conflitti, infiammare lo scontro di civiltà per cercare di passare alla storia come un simbolo e una vittima di queste crisi. E’ diabolico, ma non ci riuscirà."
Una volta preso il via in questo delirio ideologico la Afef ci spiega che "Gli articoli che da anni scrive Magdi Allam sono stati molto dannosi per la comunità arabo-musulmana in Italia. Non c’è stato alcun esponente della destra, anche la più estrema, che abbia fatto un lavoro tanto negativo. Allam ha troppo astio dentro di sé, mi auguro che ora dopo il battesimo trovi pace interiore, lo dico senza ironia."
Inoltre, in veste forse di parente stretta di un influente editore nazionale dice di scommettere "che arriverà invece un libro sulla sua conversione, spero soltanto che darà i soldi in beneficenza a qualche parrocchia" .
Di certo i proventi non serviranno a cotruire nuove moschee, a questo ci sta pensando già ampiamente lo Stato italiano.
 La prossima volta che vedrete in tv la dama nera sfoderare il suo sorriso illuminante, pensate a quali  belle dichiarazioni "amorevoli" e "dialoganti" sono uscite dalla sua mente integrata.

E sempre sul tema dell'integrazione culturale credo sia istruttivo leggere quanto testimoniato da Irene Bozzi riguardo la "richiesta di amicizia" inoltratale da alcuni educatissimi e pacifissimi rom del campo situato presso la Bovisa a Milano.

"Quella sera stavo rienrando dall'ospedale. Perchè ho avuto un problema familiare. Ero partita in fretta da Roma, dove abito, con il primo volo disponibile. (...) Sono arrivata in macchina davanti a casa assieme a un'amica e ho parcheggiato(...) Mi sono accorta di quei tre ragazzi quasi subito. Stano in fondo alla via, al buio. Appena siamo scese dalla macchina hanno iniziato a insultarci. Insulti sessuali perlopiù. Pesantissimi. Cose irripetibili. Ho detto alla mia amica di non rispondere per nessun motivo e di affrettarsi ad entrare nel portone. Ma intanto loro si avvicinavano e urlavano sempre più forte. Abbiamo fatto appena in tempo a infilarci nel portone. Hanno cercato di scavalcarlo e noi siamo riuscite a raggiungere il secondo, quello di ferro e a chiuderci dentro. Ma quelli continuavano a urlare e a tirare pietre e a prendere a spallate il portone. Erano inferociti. Sempre di più. (...) Urlavano che ci avrebbero ammazzato e bruciato casa e rubato tutto".

Il resto dell'intervista realizzata da Valeria Braghieri che non riesco nemmeno a continuare a trascrivere tanta è la rabbia che mi sta salendo dentro la potrete leggere su Libero.

Dialogo e tolleranza?
TUTTI A CALCI NEL CULO FUORI DALL'ITALIA!!!
(ma ho paura sia già troppo tardi)
dchiarando che
sabato, 29 marzo 2008

L'iceberg ed il buon senso

Più volte in questo blog abbiamo affrontato il tema dell'ecologia, sottolineando il vizio di speculazione politica ed economica insito nel vocabolo ecologismo.
Se volete ripercorrere il nostro umile pensiero potete andare qui e qui e qui e qui e qui e qui e qui.
Da un pò di tempo si sentiva la mancanza dello squillar di trombe dei catastrofisti dell'ambiente, ci ha pensato un mega iceberg a risvegliare questi fenomeni dai loro verdi torpori.

E GB puntualmente interviene, lasciando però la parola a chi è titolare di competenze "scientifiche" sul campo, il professore di chimica dell'ambiente all'Università di Modena Franco Battaglia.

da Il Giornale

Quando l'iceberg affonda il buon senso

Un prezioso lettore mi informa che il distacco di un colossale iceberg (13.000 kmq), occorso pochi giorni fa in Antartide, sarebbe stato riportato dal Tg1 di prima serata addirittura come prima notizia, «manco fosse uno tsunami», col solito allarmismo corroborato dall'intervista a uno dei soliti «esperti» consulenti della Rai.

Nel caso specifico, pare che l'«esperto» fosse un laureato in agraria che dice di essere climatologo e uso a giurare, dall'alto della sua agronomia, che l'attuale riscaldamento globale sarebbe colpa delle emissioni antropiche di gas serra. È bene avvisare subito i lettori che la scienza ha già dimostrato che col riscaldamento globale l'uomo non c'entra, come fa fede il Rapporto del N-Ipcc - presentato a New York lo scorso 3 marzo e naturalmente ignorato dal Tg1 - dall'inequivocabile titolo: «È la natura e non le attività umane a governare il clima». L'N-Ipcc è un organismo scientifico internazionale, simile all'Ipcc ma privo del controllo politico dei governi (la «N» sta per «non-governativo»), di cui fanno parte fisici dell'atmosfera, geologi, climatologi e scienziati di scienze affini. Tra gli italiani, nell'N-Ipcc ci sono anch'io, ma segnalo soprattutto il professor Renato Ricci, già presidente delle Società di fisica sia italiana che europea. Invece, l'Ipcc - voluto dai governi perché desse loro una patente scientifica alle dissennate scelte di politica energetica e ambientale, a cominciare da quel disastro che è il protocollo di Kyoto - è l'organismo che nel 2007 fu gratificato del premio Nobel, ma di quello politico per la pace, visto che non poteva prenderne uno per la scienza, essendocene poca o punto nei comunicati dall'Ipcc sottoscritti ogni 5 anni a partire dal 1990.
E veniamo all'iceberg. Il maggiore dell'Aeronautica Fabio Malaspina - fisico del clima e vero esperto - precisa che quello che il Tg1 riporta come evento eccezionale conseguente alle attività industriali, eccezionale non è. Ad esempio, ricorda il maggiore, era il 14 aprile 1912 quando, urtato da un iceberg, affondò il Titanic, quasi giunto a destinazione davanti a New York (che, ricordo, è alle latitudini di Napoli). Magari gli agronomi consulenti della Rai diranno che anche quello fu per colpa delle attività industriali - chissà quali - sino al 1912. Peccato che nella sua Storia naturale del lontano 1749, in piena piccola era glaciale, George-Louis Leclerc così ci informa: «Nel 1725 i navigatori hanno trovato i ghiacci ad una latitudine in cui non se ne trovano mai nei nostri mari settentrionali. In quell'anno non vi fu, per così dire, estate, e piovve quasi di continuo: così non soltanto i ghiacci dei mari settentrionali non si erano sciolti al 67º parallelo nel mese di aprile, ma se ne trovarono in giugno anche al 41º». Ricorda il maggiore Malaspina che, anche se sui media i poli sono presentati dal punto di vista climatologico molto simili, l'Artico è un oceano circondato da continenti (i ghiacci sono prevalentemente sull'acqua), mentre l'Antartide è un continente circondato dagli oceani. Una enorme differenza, questa, che contribuisce ai processi che, in questo ultimo periodo, inducono i ghiacci marini in Antartide ad aumentare, come accade già da molti anni, con un record di estensione raggiunto lo scorso anno (notizia naturalmente passata totalmente sotto silenzio).
Per farla breve, la verità allora è che il distacco del colossale iceberg, lontano dall'essere la prova che in Antartide i ghiacci stanno diminuendo (come tutte le Agenzie hanno strillato disinformate), esso è invece la conseguenza del fatto che, lì, i ghiacci, sono aumentati come non mai. E visto che siamo in tema, consentitemi di chiudere consigliandovi una piacevolissima lettura, fresca di stampa e che, anche se non scientifica, è scientificamente scrupolosa e attendibile, perché tali i giornalisti che ne sono autori (Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli): «Che tempo farà: falsi allarmismi e menzogne sul clima» (Piemme editore).

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categorie: ecologismi, franco battaglia
venerdì, 28 marzo 2008

Giochino della mattina

Disperato per lo stop dei sondaggi ho trovato questo momentaneo paliativo.
Andrea con il pallino arancio in basso a sinistra sarei io:))





Questa la versione "Hit Parade"






Se vuoi giocare anche tu clicca qui sotto (e domani cosa ci inventeremo?)

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Ma anche con Repubblica...stesso risultato:))

postato da grandebugia alle ore 23:57 | link | commenti (4)
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venerdì, 28 marzo 2008

Leggi e donne con le palle


Collegandomi al post di Fatti d’Europa e riportato stamani dall’amica Mas, assistiamo sempre più impotenti ad un’escalation di indifferenza legale nei confronti di crimini che, se fossero imputati ai cittadini europei, sarebbero severamente repressi a norma di legge. La violenza privata, se effettuata da musulmani, viene giustificata dalla legge Italiana come nel caso di qualche tempo fa della giovane Fatima, rea di non attenersi ai modelli comportamentali imposti dalla famiglia, ed addirittura talmente disinibita e ribelle da frequentare un ragazzo italiano. Queste sono le motivazioni che hanno spinto i genitori ed il fratello a picchiarla e successivamente a legarla; ma il disgusto sale quando la Cassazione “ha invece confermato le assoluzioni per i tre imputati, ritenendo che dall’istruttoria dibattimentale fosse emerso con certezza che Fatima, terrorizzata dalla ritorsioni dei familiari perché si era recata al lavoro incontrandosi con un uomo, aveva minacciato di suicidarsi, per cui i familiari furono costretti a legarla per evitare che commettesse atti di autolesionismo, mentre, per quanto riguarda i maltrattamenti, gli stessi apparivano “motivati da comportamenti della figlia ritenuti scorretti, e quindi non esprimenti il necessario requisito di volontà di sopraffazione e disprezzo”. Evidentemente la storia di Hina non ci ha abbastanza disgustati, ma il papà dei poveri Ciccio e Tore di Gravina (non ce lo saremo mica dimenticato, eh ?!?), in compenso,  è attualmente alle domiciliari dopo aver fatto più di tre mesi di carcere per il suo non essere padre modello, ma padre padrone. Netta la dicotomia: da una parte un padre segnato a vita per dei soli sospetti, dall’altra un padre forse un po’ troppo premuroso ?!? Qui non si tratta di utilizzare due pesi e due misure, ma un peso e basta…

Ci troviamo spiazzati ed impauriti di fronte al provocatorio ed incosciente atto di Magdi Cristiano Allam, battezzato da Benedetto XVI con rito di Santa Romana Chiesa e quindi convertito al cattolicesimo, senza però considerare ciò che succede dall’altra parte tutti i giorni: violenze su violenze in nome del credo. Siamo davvero diventati così ciechi da non accorgerci che si sta insinuando tra noi la mentalità dello slave masochista ? Siamo disposti a tollerare atti di intolleranza riflessa nei nostri confronti, lasciando che ci diano dei razzisti per il solo voler diritti anche per gli italiani: Fabio Franceschini, il marmista di Testaccio, è ancora assediato dai nomadi e sta fallendo, perché le priorità emergenziali di tutti i politicanti da luna park sono ora come ora indirizzate verso i sondaggi e le spartizioni dei seggiolini dorati. E’ tutto buono durante la campagna elettorale, ed allora ben venga pure la candidata Rom de La Sinistra Arcobaleno, che difende i diritti dei clandestini, e che contesta (con gli slogan ben insegnatigli) al coro di “Via fascisti dai campi” la candidata che vorrebbe, come tutte le persone coscienziose, ordine e legalità.

Un plauso quindi alla Signora Onorevole Daniela Santanchè per il suo ardire, per il suo coraggio e per la sua determinazione nell’affrontare il problema, recandosi di persona al campo Rom di Milano e dire a gran voce “Senza se e senza ma, bisogna applicare le leggi dello stato e questo è un campo che va sgomberato al più presto. Questo è un territorio che va ridato ai milanesi. Deve cessare da parte della politica questa sorta di finto buonismo che produce questa sottrazione agli italiani del proprio territorio da parte di gente che andrebbe cacciata a pedate nel sedere. Voglio tornare qui fra tre giorni - ha concluso - e non vedere lo schifo che ho visto”.

Curioso notare come l’evoluzione darwiniana abbia lavorato fino ad oggi creando da una parte una donna con le palle, e dall’altra tanti uomini senza … Il rispetto per la legalità è un concetto ormai vilipeso, stuprato e demonizzato da anni di campagne populiste di stampo filo-comunista. Siamo troppo abituati a fare come ci pare per poter pretendere ormai dagli altri di rigare dritti in nome della società civile, ma qualcosa si sta rompendo. Forse è ora di guardarci tutti in faccia allo specchio e fare un po’ di auto-analisi: non si può e non si deve avere senza dare, quindi rimbocchiamoci le maniche e disseppelliamo il rispetto per noi stessi e per i nostri figli. Questo potrebbe essere l'ultimo treno che passa, prima di trovarci tutti a dover sottostare a leggi ben più severe  ed intransigenti delle nostre...

By Ciceruacchio74


 

postato da grandebugia alle ore 11:53 | link | commenti (17)
categorie: campagna elettorale, primo piano, valori, islam, informazione, destra, degrado, berlusconi, blogger, immigrati, coglioni, zingari
venerdì, 28 marzo 2008

Strategia del terrore


1. Milano - Attacchi a Pietro Ichino ("gli operai muoiono grazie alle leggi fatte da lui"), pugni chiusi alzati, toni a volte accesi tra accusa e difese, e la richiesta perentoria del pm Ilda Boccassini di "non trasformare l'aula in un agone politico". E' questo il clima, piuttosto incandescente, in cui si è aperto oggi a Milano il processo alla nuove Br. Nelle gabbie o seduti tra i banchi, i sedici imputati, dietro le transenne; tra il pubblico, una folta schiera di giovani a fare quasi da claque: applausi e ritonelli del tipo "libertà, libertà, liberi tutti".
(Repubblica)

2.Milano -  Daniela Santanchè
è stata contestata durante un sopralluogo che ha compiuto in un campo Rom in via Bovisasca a Milano, dove ha trovato simpatici immigrati irregolari che, capeggiati dalla candidata alla Camera nelle liste della Sinistra Arcobaleno Dijana Pavlovic, hanno accolto la candidata premier della Destra con i cartelli con su scritto "Via i fascisti dai campi" ( erano rom di chiara linea politica progressista ! ) e "Fateci lavorare".
(Il cielo sopra Kabul)

2. Torino - Un appello sottoscritto da trentanove tra accademici, intellettuali e personalità politiche italiane e straniere, è tornato a chiedere – per l’ultima volta – che l’edizione del 2008 della Fiera del Libro di Torino, non venga dedicata allo stato di Israele ma che abbia come ospite d’onore un “paese morale” chiamato pace. “Chiediamo di revocare una decisione sbagliata ed inopportuna fortemente condizionata dalla volontà delle autorità israeliane di celebrare in un importante evento culturale in Italia un atto esplicitamente politico come la celebrazione dei sessanta anni della nascita dello Stato di Israele” spiegano i firmatari. (img PRESS)

E ancora, Magdi Cristiano Allam contestato da 138 intellettuali e religiosi musulmani, nonchè accusato di apostasia e di conseguenza  condannato a morte dagli amichetti di chi D'Alema ha preso sottobraccio (altri esempi di integrazione con l'Islam nel blog Fatti d'Europa), e la Cina comunista che sta completando il lavoro di pulizia etnica in Tibet...la lista è lunga, mi sono limitato ai fattarelli delle ultime 2 settimane; ma una domanda sorge a questo punto spontanea:
ancora convinti che la strategia del terrore risieda a destra?




giovedì, 27 marzo 2008

La mattanza... By Cice



Nelle splendide terre dell'est, patria della civiltà e della democrazia,  continua la mattanza umana di chi, con carta e penna, cerca di smantellare verità considerate troppo scomode. Ma non è tanto il fatto di per se che mi lascia allibito, quanto la mancata amplificazione che i colleghi dell'ennesima vittima hanno manifestato. Mi pare che il trend da quelle parti sia in crescendo, ed ora aspetto al varco tutti i moralizzatori con il dito puntato ancora sulle purghe Mussoliniane.


MOSCA - Un giornalista tv russo che aveva lavorato per la tv pubblica del Dagestan e il presidente della stessa azienda televisiva, nella turbolenta regione del Caucaso settentrionale, sono stati uccisi oggi. Lo riferiscono inquirenti e media russi.
Il giornalista Ilyas Shurpayev, 32 anni, è stato trovato strangolato nella sua casa di Mosca, ha reso noto la procura moscovita.
La polizia ha comunicato che il corpo di Shurpayev è stato rinvenuto dai pompieri, intervenuti per spegnere un incendio nel suo appartamento.
Secondo le prime informazioni, l'uomo sarebbe stato strangolato con una cintura e i suoi aggressori avrebbero dato fuoco alla casa prima di fuggire.
Shurpayev era arrivato a Mosca dal Dagestan, una provincia del sud, confinante con la Cecenia, dove il crimine è molto diffuso e dove il giornalista aveva lavorato per molti anni come reporter della tv pubblica Canale Uno.
E a Makhachkala, capitale del Dagestan, è stato invece ucciso a colpi d'arma da fuoco Gadzhi Abashilov, 58 anni, presidente della Tv di Stato e della Società Radiofonica del Dagestan, ha reso noto l'agenzia di stampa Tass.
Abashilov, ex giornalista e conduttore tv, è stato ucciso mentre si trovava in auto all'esterno di un supermercato. Nell'attacco, condotto da alcuni uomini armati, il suo autista è rimasto ferito.
Sulla vicenda indagano ora gli investigatori federali.
Shurpayev aveva realizzato reportage da molte zone di conflitto dell'ex Urss, tra cui la Cecenia, l'Abkhazia e l'Ossezia del sud, province secessioniste della Georgia. Un portavoce della procura ha detto che si stanno verificando varie ipotesi sulla morte del giornalista, tra cui la possibilità che l'omicidio sia legato alla vita personale o al suo lavoro.
"Apparentemente il giornalista conosceva i suoi assassini perché gli ha aperto la porta e li ha fatti entrare", ha detto il portavoce.
Secondo i media russi il portiere dello stabile dove Shurpayev avrebbe visto l'ultima persona recatasi a fargli visita.
Sono oltre una decina i giornalisti uccisi in quelli che sembrano omicidi premeditati in Russia dal 2000.
Shurpayev non era considerato un giornalista investigativo, come era invece il caso di altri suoi colleghi uccisi.
Alcune ore prima di morire aveva scritto sul suo blog (www.shurpaev.livejournal.com) che era stato incluso in una lista di giornalista a cui era stato vietato di scrivere su un non precisato giornale del Dagestan.
"Ora sono un dissidente! Che assurdità!", aveva scritto il giornalista, spiegando che su quel giornale aveva pubblicato solo resoconti di viaggi.
"Non ho partecipato alla vita politica della mia repubblica o anche del mio quartiere perché sono troppo pigro e non ho tempo".

(la notizia è del 21/03/08, fonte Reuters)

giovedì, 27 marzo 2008

Silenzio stampa sui papponi

Che la campagna elettorale stia mettendo a dura prova il nostro livello di attenzione è ormai dato di fatto. I due leader delle formazioni principali mantengono il livello basso promesso. Uno per nascondere i danni e le magagne di un governo guidato dai membri del partito di cui è segretario, l'altro perchè credo non particolarmente entusiasta della prospettiva di guida di un paese ridotto a livelli da quarto mondo a causa dell'esecutivo di cui sopra.

In tutto questo la stampa nazionale conferma la sua attitudine a suddividersi in caste. Quella principale (Corsera, Repubblica, Il Sole, La Stampa, Il Messaggero) che, non contenta di avere mandato a governare questa (ancora in carica) banda di incompetenti, le sta tentando tutte per riconfermare la propensione al suicidio sostenendo con tutti i mezzi (compresi i falsi sondaggi) l'uomo "nuovo" e "buono" e "pacato" del  yes we can. La faccia tosta non ha limiti.

Poi abbiamo le veline dei resistenti, (L'Unità, Manifesto, Liberazione) partigiani dell'informazione chiaramente schierati e fedeli ai dogmi del socialismo reale nonostante l'anno prossimo si vadano a festeggiare i vent'anni dalla caduta del muro di Berlino. A loro difesa è giusto però sottolineare un elemento di coerenza, che pur non assolvendoli dal delitto di propagandare il comunismo (unica ed ultima fonte di dittature e repressioni sul pianeta), almeno non soffre della massiccia dose di ipocrisia di cui è impregnata la categoria precedente. Fedeli alla causa, ciechi di fronte alla realtà.

Il leader del PdL Silvio Berlusconi, quello accusato di tenere le fila dell'informazione nazionale, si deve accontentare del "suo "Giornale", ovviamente attento alle magagne del centro sinistra ma decisamente monotematico nella propaganda delle iniziative del "suo" editore.

Le 3 succitate categorie si caratterizzano quindi per la totale omologazione ai rispettivi potenti di riferimento.

Fuori da ogni categoria, e per questo motivo "mio" punto di riferimento è Libero, il cui nome rispecchia perfettamente lo stile che ne ha fatto il giornale più invidiato dagli impiegati degli "ufficetti" descritti sino ad ora. E forse proprio l'invidia è alla base della totale mancanza di tracce sulla stampa di serie A dell'inchiesta che il quotidiano di Vittorio Feltri sta portando avanti ormai da una settimana: Papponi di Stato. Un viaggio senza veli nel cuore delle istituzioni raccontato e documentato da chi ne ha fatto parte fino  a pochi giorni fa, il giornalista  Roberto Poletti.

E' curioso come i media si siano genuflessi di fronte ai dati della Casta di Stella e Rizzo (milionari grazie a questo libro) ma facciano silenzio sull'unica vera testimonianza rispetto a quanto scritto dai giornalisti del Corriere della Sera.  O forse la loro appartenenza editoriale è il motivo della genuflessione?
In questo caso buon gusto obbligherebbe a chiedere a lor signori di evitare di oarlare di caste riferendosi alla politica.

Ma credo che la puzza sotto il naso glielo impedisca...



mercoledì, 26 marzo 2008

A proposito di dialogo... By Cice



"Professore, ma qual'è la cura per i dolori interreligiosi odierni ?"
Ed il preparatissimo professore, ferrato ed istruito nelle scuole dei Benpensanti Buonisti Rivoluzionari  Proletari per i Verdi Filocomunisti Combattenti rispose:
"Il dialogo... è normale. Per mettere un punto fermo intorno al quale bisogna lavorare per cercare di riappacificare gli animi, c'è senza ombra di dubbio un bel clistere di dialogo da fare"
E l'alunno spaesato:
"Dialogo ?!? Lei pensa che possa bastare ? Voglio dire, ultimamente non mi sembra che il salotto del dialogo sia stato frequentato da chi ha deciso di boicottare il Salone delLibro di Torino, dedicato impunemente ai 60 anni della nascita dello Stato di Israele"
Il professore:
"Lascia stare Israele, quella non fa testo... non esiste."
"E perchè allora non vengono boicottate anche le Olimpiadi di Pechino ? Voglio dire... sappiamo tutti ciò che sta accadendo per il Tibet. La Cina repressiva ed Imperialista ha annesso il Tibet nel 1949 dopo averlo invaso ed assediato con l'Esercito."
Dal professore non traspare alcuna insicurezza:
"Ecco, vedi ... in realtà le differenze sostanziali sono che Israele è nata per volere e sotto il controllo del grande Male, il nemico Capitalista, l'Amerika dell'economia e delle Banche facili... quindi malata in origine e non degna di esistere. Il Tibet è tutta un'altra stoooria: il Dalai Lama è a libro paga della Cia, il suo Nobel per la pace e lo spirito della non-violenza è di cartone, e consegnatogli dalla CIA, inoltre la Cina ha fatto tutto alla luce del sole con il consenso dei Compagni di Madre Patria Comunista perchè avevano bisogno di spazio e di risorse. Ovviamente tutto ciò ha avuto un costo per la povera Cina che in cambio ha dovuto garantire canali preferenziali per lo scambio di risorse e produzioni belliche. Capito che roba ?!? Il costo della pace..."
"E la libertà di culto ? Gli edifici religiosi demoliti ?!?"
"Non avrai alcun Dio al di fuori di Mao ... ehm... me"
"Diktat ?"
"No, scelta (tra l'uno e l'uno)"
"Ed il clistere di dialogo ?" L'alunno comincia a mostrare perplessità...
"Si sta cercando di farlo ... non è mica colpa della Cina se il Dalai Lama non cessa di esistere ed i Bonzi continuano a chiedere indipendenza e libertà dal comunismo Imperialista. A queste condizioni è normale che vengano picchiati, internati, torturati ed ammazzati. Tutta colpa del Dalai Lama e del libro paga della CIA".
"Ooooook... quindi servirebbe dialogo... e le Olimpiadi si debbono fare..."
"Esattamente. Eppoi è risaputo che lo sport è il sugello ideale per riappacificare gli animi e stringere rapporti solidi e duraturi ..."
"Ahhhh, per questo Mussolini puntava alle discipline sportive per rinvigorire corpo e spirito degli italiani ?"?
"Non essere revisionista o ti boccio !!!"
"Mi scusi..." disse l'alunno sempre più confuso...
"Lo sport è mezzo di dialogo culturale, tempra lo spirito ed il corpo, è simbolo universale di pace. Coloro che cercano soluzioni per fermare i conflitti in giro per il mondo, oltre alle risoluzioni ONU che debbono esser fatte rispettare piegandosi, o con l'invio di finanziamenti o materiale bellico, dovrebbero pensare a dei giochi internazionali come appunto le Olimpiadi. Però dovrebbero farli più spesso e coinvolgere anche i più giovani, cosicchè la cultura della tolleranza e del rispetto venga assimilata anche dalle menti più  elastiche. Insomma, il dialogo è alla base di tutto."
"Ok, ho capito tutto ! Si sta facendo tardi e devo andare a comprare il giornale per i miei. Grazie per la spiegazione"
"Figurati, ciao"

Il ragazzo prende il giornale, e mentre si avvia per la strada di casa si mette a leggere un articolo molto interessante:
di Cristiana Lodi:

da Pordenone

"Tunisia-Israele, partita annullata. Alla Nazionale Magrebina è vietato giocare contro gli ebrei. E non c'è bisogno di dare spiegazioni, perchè il diktat non ammette negoziazione. Ma cosa c'entrano gli intrighi della politica internazionale con il Memorial Ferruccio Cornacchia di Pordenone ? Può lo scontro di religione interferire perfino con un torneo di pallavolo Under 19, che ormai da 26 anni riunisce ragazzi di tutto il mondo in un palazzetto dello sport ? ...
...
Sono le 17 del giorno di Pasqua e al Forum devono scendere in campo Tunisi contro Tel Aviv. E' solo una competizione sportiva di volley. Trentadue formazioni di diciannovenni, di cui sedici maschili. Come lo scorso anno in competizione c'è anche la Tunisia, una rosa davvero fortissima. La passata edizione ha vinto il Trofeo battendo l'India, allora Campione in carica. I nordafricani hanno raggiunto la semifinale, come gli ebrei. La gara promette emozioni ed in tanti aspettano entusiasti...
...
Tunisia ed Israele sono già col pensiero sotto la rete, ma all'improvviso un uomo della Digos si avvicina all'interprete della Nazionale Israeliana: "Voi di Tel Aviv non potete giocare con loro. Punto e basta. Nessuno vi deve motivazioni". L'ordine inaspettato e perentorio arriva alle 15, due ore prima dell'inizio del match. Le autorità tunisine, per bocca del ministro dello sport, "hanno imposto il divieto assoluto e la comunicazione urgente è arrivata con un sms pochi minuti fa", spiega Rkaia Kamel, capo della delegazione dei nordafricani. Scende il gelo sugli spalti e fra gli organizzatori disorientati. Ferruccio Cornacchia, patron della competizione, chiede lumi e tenta una mediazione. Inutile. Il divieto è arrivato dall'alto, direttamente da Tunisi.
...
"Tengo a sottolineare che ho visto i ragazzi tunisini piangere sconfortati e delusi, loro avrebbero voluto ugualmente giocare", aggiunge Cornacchia, "ma alla fine sono stati costretti ad obbedire al diktat del loro governo per evitare ripercussioni. L'anno scorso tunisini ed israeliani erano insieme, in festa. Ma la politica evidentemente cambia tutto ed in fretta".
Mauro Rossato, referente per le comitive straniere dell'organizzazione , ha cercato di trattare con le autorità tunisine: "Ho incontrato il portavoce Kamel per capire se c'erano margini di manovra. Non lo avessi mai fatto, non è bastata nemmeno un'ora di discussione. E pensare che uno degli intenti di questa manifestazione  è proprio quello di radunare giovani che in altri contesti non riuscirebbero nemmeno ad incrociarsi con lo sguardo, nel nome dell'amicizia e della pace. Ho tentato di ricontattare il governo centrale, ribadendo questo concetto, ma non c'è stato niente da fare. Avessi insistito di più, sarebbe arrivata la fase delle minacce". PARTITA ANNULLATA

L'alunno arriva a casa e, parlando col padre: "Papà, che ne pensi se cambiamo scuola ?!?"

NB: la scenetta dell'alunno ed il professore è chiaramente inventata; la notizia della partita annullata, purtroppo, ASSOLUTAMENTE NO

Ma noi cerchiamo il dialogo, cerchiamo cerchiamo cerchiamo.....



sabato, 22 marzo 2008

“Siamo tutti orgogliosamente qualunquisti: omaggio a Guglielmo Giannini”

Dedicato a chi usa le etichette a sproposito. dal blog di Camelot Destra Ideale


Vi riporto alcuni stralci de “La Folla”. 

Un saggio scritto da Guglielmo Giannini nel 1945, e che ispirò il Movimento dell’Uomo Qualunque, da lui fondato.

“Lo Stato è l’amministrazione del paese, il paese è la Comunità, la Comunità siamo noi: dunque lo Stato, la ricchezza, il bene, il potere che lo Stato amministra, sono nostri. Noi vogliamo vivere tranquilli, non vogliamo agitarci permanentemente come non abbiamo voluto vivere pericolosamente: vogliamo andare a teatro, uscire la sera, recarci in villeggiatura, trovare le sigarette, ordinarci un abito nuovo, salire in autobus, non fare la guerra, salutare chi ci pare, non salutare chi non ci pare”.

Che importa a noi dei vari upp (uomini politici professionali, ndr) più o meno personalmente probi e tutti egualmente e personalmente parassitari?”.

“Ciò che noi chiediamo, noi gente, noi Folla, noi enorme maggioranza della Comunità e dello Stato, è che nessuno ci rompa più i coglioni. Nient’altro: ed è tragico che tra tanti politici professionali che si proclamano interpreti della volontà popolare, non ce ne sia uno che dica, con parole chiare e precise, questa chiara e precisa verità”.

“Un Paese che non è costretto ad occuparsi del suo governo è un Paese felice, nel quale lo Stato amministra compiendo la sua naturale funzione, lasciando che i cittadini godano la massima libertà civile. Certamente pone dei limiti a queste libertà: ma non sono limiti più restrittivi di quelli che dei buoni organi interni pongono a un uomo in buona salute (…)”.

“Il “governo morale”, lo “Stato eticoche pretende d’insegnare a pensare al cittadino ciò che esso Stato crede morale, giusto, bene, costituisce una violazione della libertà del cittadino (…)”.

“La concezione dello Stato pedagogo, mentore, tutore, seccatore, è il prolungamento dell’istituto paterno, nel quale il padre impone al figlio una morale. (…) Ma lo Stato-padre non si toglie mai dai piedi: il cittadino-figlio non ha una maggiore età da raggiungere; e le costrizioni che è esposto a subire dallo Stato-Padre sono terribili e possono culminare nella pena di morte”.

“A questo s’aggiunga che il vincolo affettivo tra padre e figlio, che modera tutto il rapporto fra il primo e il secondo, non esiste fra lo Stato-padre e il cittadino-figlio. Fra padre e figlio, il padre pensa al bene del figlio, magari sbagliando: fra Stato-padre e cittadino-figlio lo Stato non pensa che al suo interesse”.

Un omaggio non solo a Giannini, ma anche a Vittorio Feltri. Che s’è trovato ad essere accusato di qualunquismo, da un tizio assiso al Quirinale, che non rappresenta alcuno.

 


postato da grandebugia alle ore 11:46 | link | commenti (3)
categorie: qualunquismo, camelot destra ideale, guglielmo giannini
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