
Ma si continuiamo a farci del male. Porgiamo il collo alle lame e le nostre donne al seme musulmano, permettiamo che su di noi e sulla nostra religione le fatwe si abbattano senza opporre alcuna difesa. Noi tappiamoci la bocca, fermiamo le nostre penne, stacchiamo le tastiere, perchè solo loro, i figli dell'Islam hanno diritto di parlare e stringere accordi. Alla loro maniera ovvio. Magari condannando a morte l'autore di un documentario che, in quanto tale, documenta di quale capacità di dialogo siano dotati gli allevatori di cammelli. Geert Wilders, ingenuo, pensava che Fitna aiutasse a scuotere qualche residuo di orgoglio delle tradizioni europee. Invece si trova contro l'Unione Europea, una bella manica di intellettuali intellighenti,e addirittura l'ONU.
Un prezioso lettore mi informa che il distacco di un colossale iceberg (13.000 kmq), occorso pochi giorni fa in Antartide, sarebbe stato riportato dal Tg1 di prima serata addirittura come prima notizia, «manco fosse uno tsunami», col solito allarmismo corroborato dall'intervista a uno dei soliti «esperti» consulenti della Rai.
Nel caso specifico, pare che l'«esperto» fosse un laureato in agraria che dice di essere climatologo e uso a giurare, dall'alto della sua agronomia, che l'attuale riscaldamento globale sarebbe colpa delle emissioni antropiche di gas serra. È bene avvisare subito i lettori che la scienza ha già dimostrato che col riscaldamento globale l'uomo non c'entra, come fa fede il Rapporto del N-Ipcc - presentato a New York lo scorso 3 marzo e naturalmente ignorato dal Tg1 - dall'inequivocabile titolo: «È la natura e non le attività umane a governare il clima». L'N-Ipcc è un organismo scientifico internazionale, simile all'Ipcc ma privo del controllo politico dei governi (la «N» sta per «non-governativo»), di cui fanno parte fisici dell'atmosfera, geologi, climatologi e scienziati di scienze affini. Tra gli italiani, nell'N-Ipcc ci sono anch'io, ma segnalo soprattutto il professor Renato Ricci, già presidente delle Società di fisica sia italiana che europea. Invece, l'Ipcc - voluto dai governi perché desse loro una patente scientifica alle dissennate scelte di politica energetica e ambientale, a cominciare da quel disastro che è il protocollo di Kyoto - è l'organismo che nel 2007 fu gratificato del premio Nobel, ma di quello politico per la pace, visto che non poteva prenderne uno per la scienza, essendocene poca o punto nei comunicati dall'Ipcc sottoscritti ogni 5 anni a partire dal 1990.
E veniamo all'iceberg. Il maggiore dell'Aeronautica Fabio Malaspina - fisico del clima e vero esperto - precisa che quello che il Tg1 riporta come evento eccezionale conseguente alle attività industriali, eccezionale non è. Ad esempio, ricorda il maggiore, era il 14 aprile 1912 quando, urtato da un iceberg, affondò il Titanic, quasi giunto a destinazione davanti a New York (che, ricordo, è alle latitudini di Napoli). Magari gli agronomi consulenti della Rai diranno che anche quello fu per colpa delle attività industriali - chissà quali - sino al 1912. Peccato che nella sua Storia naturale del lontano 1749, in piena piccola era glaciale, George-Louis Leclerc così ci informa: «Nel 1725 i navigatori hanno trovato i ghiacci ad una latitudine in cui non se ne trovano mai nei nostri mari settentrionali. In quell'anno non vi fu, per così dire, estate, e piovve quasi di continuo: così non soltanto i ghiacci dei mari settentrionali non si erano sciolti al 67º parallelo nel mese di aprile, ma se ne trovarono in giugno anche al 41º». Ricorda il maggiore Malaspina che, anche se sui media i poli sono presentati dal punto di vista climatologico molto simili, l'Artico è un oceano circondato da continenti (i ghiacci sono prevalentemente sull'acqua), mentre l'Antartide è un continente circondato dagli oceani. Una enorme differenza, questa, che contribuisce ai processi che, in questo ultimo periodo, inducono i ghiacci marini in Antartide ad aumentare, come accade già da molti anni, con un record di estensione raggiunto lo scorso anno (notizia naturalmente passata totalmente sotto silenzio).
Per farla breve, la verità allora è che il distacco del colossale iceberg, lontano dall'essere la prova che in Antartide i ghiacci stanno diminuendo (come tutte le Agenzie hanno strillato disinformate), esso è invece la conseguenza del fatto che, lì, i ghiacci, sono aumentati come non mai. E visto che siamo in tema, consentitemi di chiudere consigliandovi una piacevolissima lettura, fresca di stampa e che, anche se non scientifica, è scientificamente scrupolosa e attendibile, perché tali i giornalisti che ne sono autori (Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli): «Che tempo farà: falsi allarmismi e menzogne sul clima» (Piemme editore).

Collegandomi al post di Fatti d’Europa e riportato stamani dall’amica Mas, assistiamo sempre più impotenti ad un’escalation di indifferenza legale nei confronti di crimini che, se fossero imputati ai cittadini europei, sarebbero severamente repressi a norma di legge. La violenza privata, se effettuata da musulmani, viene giustificata dalla legge Italiana come nel caso di qualche tempo fa della giovane Fatima, rea di non attenersi ai modelli comportamentali imposti dalla famiglia, ed addirittura talmente disinibita e ribelle da frequentare un ragazzo italiano. Queste sono le motivazioni che hanno spinto i genitori ed il fratello a picchiarla e successivamente a legarla; ma il disgusto sale quando la Cassazione “ha invece confermato le assoluzioni per i tre imputati, ritenendo che dall’istruttoria dibattimentale fosse emerso con certezza che Fatima, terrorizzata dalla ritorsioni dei familiari perché si era recata al lavoro incontrandosi con un uomo, aveva minacciato di suicidarsi, per cui i familiari furono costretti a legarla per evitare che commettesse atti di autolesionismo, mentre, per quanto riguarda i maltrattamenti, gli stessi apparivano “motivati da comportamenti della figlia ritenuti scorretti, e quindi non esprimenti il necessario requisito di volontà di sopraffazione e disprezzo”. Evidentemente la storia di Hina non ci ha abbastanza disgustati, ma il papà dei poveri Ciccio e Tore di Gravina (non ce lo saremo mica dimenticato, eh ?!?), in compenso, è attualmente alle domiciliari dopo aver fatto più di tre mesi di carcere per il suo non essere padre modello, ma padre padrone. Netta la dicotomia: da una parte un padre segnato a vita per dei soli sospetti, dall’altra un padre forse un po’ troppo premuroso ?!? Qui non si tratta di utilizzare due pesi e due misure, ma un peso e basta…
Ci troviamo spiazzati ed impauriti di fronte al provocatorio ed incosciente atto di Magdi Cristiano Allam, battezzato da Benedetto XVI con rito di Santa Romana Chiesa e quindi convertito al cattolicesimo, senza però considerare ciò che succede dall’altra parte tutti i giorni: violenze su violenze in nome del credo. Siamo davvero diventati così ciechi da non accorgerci che si sta insinuando tra noi la mentalità dello slave masochista ? Siamo disposti a tollerare atti di intolleranza riflessa nei nostri confronti, lasciando che ci diano dei razzisti per il solo voler diritti anche per gli italiani: Fabio Franceschini, il marmista di Testaccio, è ancora assediato dai nomadi e sta fallendo, perché le priorità emergenziali di tutti i politicanti da luna park sono ora come ora indirizzate verso i sondaggi e le spartizioni dei seggiolini dorati. E’ tutto buono durante la campagna elettorale, ed allora ben venga pure la candidata Rom de La Sinistra Arcobaleno, che difende i diritti dei clandestini, e che contesta (con gli slogan ben insegnatigli) al coro di “Via fascisti dai campi” la candidata che vorrebbe, come tutte le persone coscienziose, ordine e legalità.
Un plauso quindi alla Signora Onorevole Daniela Santanchè per il suo ardire, per il suo coraggio e per la sua determinazione nell’affrontare il problema, recandosi di persona al campo Rom di Milano e dire a gran voce “Senza se e senza ma, bisogna applicare le leggi dello stato e questo è un campo che va sgomberato al più presto. Questo è un territorio che va ridato ai milanesi. Deve cessare da parte della politica questa sorta di finto buonismo che produce questa sottrazione agli italiani del proprio territorio da parte di gente che andrebbe cacciata a pedate nel sedere. Voglio tornare qui fra tre giorni - ha concluso - e non vedere lo schifo che ho visto”.
Curioso notare come l’evoluzione darwiniana abbia lavorato fino ad oggi creando da una parte una donna con le palle, e dall’altra tanti uomini senza … Il rispetto per la legalità è un concetto ormai vilipeso, stuprato e demonizzato da anni di campagne populiste di stampo filo-comunista. Siamo troppo abituati a fare come ci pare per poter pretendere ormai dagli altri di rigare dritti in nome della società civile, ma qualcosa si sta rompendo. Forse è ora di guardarci tutti in faccia allo specchio e fare un po’ di auto-analisi: non si può e non si deve avere senza dare, quindi rimbocchiamoci le maniche e disseppelliamo il rispetto per noi stessi e per i nostri figli. Questo potrebbe essere l'ultimo treno che passa, prima di trovarci tutti a dover sottostare a leggi ben più severe ed intransigenti delle nostre...
By Ciceruacchio74




MOSCA - Un giornalista tv russo che aveva lavorato per la tv pubblica del Dagestan e il presidente della stessa azienda televisiva, nella turbolenta regione del Caucaso settentrionale, sono stati uccisi oggi. Lo riferiscono inquirenti e media russi.
Il giornalista Ilyas Shurpayev, 32 anni, è stato trovato strangolato nella sua casa di Mosca, ha reso noto la procura moscovita.
La polizia ha comunicato che il corpo di Shurpayev è stato rinvenuto dai pompieri, intervenuti per spegnere un incendio nel suo appartamento.
Secondo le prime informazioni, l'uomo sarebbe stato strangolato con una cintura e i suoi aggressori avrebbero dato fuoco alla casa prima di fuggire.
Shurpayev era arrivato a Mosca dal Dagestan, una provincia del sud, confinante con la Cecenia, dove il crimine è molto diffuso e dove il giornalista aveva lavorato per molti anni come reporter della tv pubblica Canale Uno.
E a Makhachkala, capitale del Dagestan, è stato invece ucciso a colpi d'arma da fuoco Gadzhi Abashilov, 58 anni, presidente della Tv di Stato e della Società Radiofonica del Dagestan, ha reso noto l'agenzia di stampa Tass.
Abashilov, ex giornalista e conduttore tv, è stato ucciso mentre si trovava in auto all'esterno di un supermercato. Nell'attacco, condotto da alcuni uomini armati, il suo autista è rimasto ferito.
Sulla vicenda indagano ora gli investigatori federali.
Shurpayev aveva realizzato reportage da molte zone di conflitto dell'ex Urss, tra cui la Cecenia, l'Abkhazia e l'Ossezia del sud, province secessioniste della Georgia. Un portavoce della procura ha detto che si stanno verificando varie ipotesi sulla morte del giornalista, tra cui la possibilità che l'omicidio sia legato alla vita personale o al suo lavoro.
"Apparentemente il giornalista conosceva i suoi assassini perché gli ha aperto la porta e li ha fatti entrare", ha detto il portavoce.
Secondo i media russi il portiere dello stabile dove Shurpayev avrebbe visto l'ultima persona recatasi a fargli visita.
Sono oltre una decina i giornalisti uccisi in quelli che sembrano omicidi premeditati in Russia dal 2000.
Shurpayev non era considerato un giornalista investigativo, come era invece il caso di altri suoi colleghi uccisi.
Alcune ore prima di morire aveva scritto sul suo blog (www.shurpaev.livejournal.com) che era stato incluso in una lista di giornalista a cui era stato vietato di scrivere su un non precisato giornale del Dagestan.
"Ora sono un dissidente! Che assurdità!", aveva scritto il giornalista, spiegando che su quel giornale aveva pubblicato solo resoconti di viaggi.
"Non ho partecipato alla vita politica della mia repubblica o anche del mio quartiere perché sono troppo pigro e non ho tempo".

Che la campagna elettorale stia mettendo a dura prova il nostro livello di attenzione è ormai dato di fatto. I due leader delle formazioni principali mantengono il livello basso promesso. Uno per nascondere i danni e le magagne di un governo guidato dai membri del partito di cui è segretario, l'altro perchè credo non particolarmente entusiasta della prospettiva di guida di un paese ridotto a livelli da quarto mondo a causa dell'esecutivo di cui sopra. 


Vi riporto alcuni stralci de “La Folla”.
Un saggio scritto da Guglielmo Giannini nel 1945, e che ispirò il Movimento dell’Uomo Qualunque, da lui fondato.
“Lo Stato è l’amministrazione del paese, il paese è la Comunità, la Comunità siamo noi: dunque lo Stato, la ricchezza, il bene, il potere che lo Stato amministra, sono nostri. Noi vogliamo vivere tranquilli, non vogliamo agitarci permanentemente come non abbiamo voluto vivere pericolosamente: vogliamo andare a teatro, uscire la sera, recarci in villeggiatura, trovare le sigarette, ordinarci un abito nuovo, salire in autobus, non fare la guerra, salutare chi ci pare, non salutare chi non ci pare”.
“Che importa a noi dei vari upp (uomini politici professionali, ndr) più o meno personalmente probi e tutti egualmente e personalmente parassitari?”.
“Ciò che noi chiediamo, noi gente, noi Folla, noi enorme maggioranza della Comunità e dello Stato, è che nessuno ci rompa più i coglioni. Nient’altro: ed è tragico che tra tanti politici professionali che si proclamano interpreti della volontà popolare, non ce ne sia uno che dica, con parole chiare e precise, questa chiara e precisa verità”.
“Un Paese che non è costretto ad occuparsi del suo governo è un Paese felice, nel quale lo Stato amministra compiendo la sua naturale funzione, lasciando che i cittadini godano la massima libertà civile. Certamente pone dei limiti a queste libertà: ma non sono limiti più restrittivi di quelli che dei buoni organi interni pongono a un uomo in buona salute (…)”.
“Il “governo morale”, lo “Stato etico” che pretende d’insegnare a pensare al cittadino ciò che esso Stato crede morale, giusto, bene, costituisce una violazione della libertà del cittadino (…)”.
“La concezione dello Stato pedagogo, mentore, tutore, seccatore, è il prolungamento dell’istituto paterno, nel quale il padre impone al figlio una morale. (…) Ma lo Stato-padre non si toglie mai dai piedi: il cittadino-figlio non ha una maggiore età da raggiungere; e le costrizioni che è esposto a subire dallo Stato-Padre sono terribili e possono culminare nella pena di morte”.
“A questo s’aggiunga che il vincolo affettivo tra padre e figlio, che modera tutto il rapporto fra il primo e il secondo, non esiste fra lo Stato-padre e il cittadino-figlio. Fra padre e figlio, il padre pensa al bene del figlio, magari sbagliando: fra Stato-padre e cittadino-figlio lo Stato non pensa che al suo interesse”.
Un omaggio non solo a Giannini, ma anche a Vittorio Feltri. Che s’è trovato ad essere accusato di qualunquismo, da un tizio assiso al Quirinale, che non rappresenta alcuno.
