

Come era prevedibile già dal varo della famigerata Finanziaria 2007, la disinformazione sinistra sui conti pubblici sta raggiungendo in questa campagna elettorale gli estremi della circonvenzione di incapaci. Gli italiani, poveracci, sono bombardati da dichiarazioni roboanti di un presunto risanamento dei conti pubblici operato dal Prode Gongolo e dalla sua banda di fior di economisti fedeli alla linea “Più tasse per tutti-Più spese per noi”.
Lo stesso Uolter insiste con la favoletta per gonzi che “Prodi è un fenomeno che ha salvato l’Italia dal deficit eccessivo e, se solo fosse rimasto in carica, vi avrebbe ricompensato dei sacrifici richiesti, che erano assolutamente necessari per rilanciare l’economia e per non uscire dall’Europa”.
Balle, enormi balle.
Il disegno era chiaro fin dall’inizio:
1. spaventare gli italiani con dati falsi e manipolati su un presunto deficit eccessivo, che in realtà si è rivelato ben più basso del previsto (2,4% sul Pil nel 2006);
2. sovraccaricare il deficit 2006, portandolo artificiosamente al 4,4%, con uscite infilate a forza pur di addossare al precedente governo colpe che non aveva;
3. giustificare così un aumento pauroso della pressione fiscale, salita di quasi 3 punti di Pil, bastonando gli italiani con circa 50 miliardi di tasse aggiuntive;
4. fingere che queste entrate andassero a ridurre il deficit, quando in realtà sono state utilizzate pressoché tutte per aumentare la spesa, che non è certo diminuita come raccontano ai gonzi, nei soliti mille rivoli clientelari;
5. sottostimare, in mala fede, la crescita in atto in Europa ed in Italia, certo non merito loro, ma anche del precedente governo che, riducendo le tasse, aveva, come sanno anche gli studenti di economia del primo anno, aumentato i consumi e la base imponibile;
6. sottostimare, di conseguenza e con un vero e proprio falso in bilancio, le entrate previste nel 2007, che erano invece facilmente prevedibili, per appropriarsi dei meriti del precedente governo e far credere agli ingenui che i famosi “tesoretti” fossero il frutto della ridicola lotta all’evasione, da cui non si sono ricavati neppure 2 miliardi, tutti ancora da incassare e da dimostrare;
7. utilizzare tutte queste nuove ed “incredibili” entrate per spendere, spendere, spendere sempre di più, fingendosi benefattori con qualche spicciolo di elemosina ed alimentando al contrario l’idrovora della spesa clientelare.
Come era altrettanto prevedibile, i frutti di questa disgraziata politica economica, tutta incentrata sull’aumento delle tasse, non certo per ripianare il deficit, ma solo per aumentare la spesa, non sono tardati e, complice, la frenata dell’economia mondiale, stanno già mettendo in luce il disastro che ci ha lasciato il prode Gongolo ed il governo tanto democratico.
Per continuare a spendere nella finanziaria 2008, hanno usato il procedimento inverso, sovrastimando la crescita, ad un improbabile 1,5%, ed avere così più entrate prevedibili a disposizione, da spendere a piacimento prima ancora di averli incassati.
Se poi i soldi non ci saranno, come già si sa che non ci saranno, visto che mancano all’appello almeno 7 miliardi già spesi, senza contare i 24 per la riforma delle pensioni, ma privi di copertura economica, che problema c’è? Basta dare la colpa alla crisi economica mondiale, all’aumento del petrolio, e far credere agli italiani che non è certo colpa loro, che sono tanto risanatori, ma che, purtroppo, tocca rimettere mano al portafoglio.
Peccato che la crisi sia effettivamente arrivata, ben più grave e prima del previsto. Peccato che siano caduti e adesso hanno più difficoltà a fare magheggi per racimolare i soldi che mancano, che dovranno essere trovati dal prossimo governo. Peccato che le bugie stiano venendo fuori poco alla volta e sempre sottovalutate ad arte dai media amici, però è bene ricordare e far sapere, a futura memoria, sia per la campagna elettorale che per il prossimo governo che dovrà sobbarcarsi i prodi disastri che, malgrado l’aumento pauroso della pressione fiscale ed il vero e proprio furto di 50 miliardi, il rapporto deficit-Pil 2007 sia rimasto pressoché identico a quello 2006 (i dati ufficiale ancora non ci sono, ma si presume già un 2,2%).
Come non notare poi che le previsioni degli osservatori internazionali, in primis europei, ci stanno già preannunciando un 2008 di vacche magre e difficilmente avremo una crescita superiore allo 0,7%.
Come è ovvio, visto che non si è agito in alcun modo sulla spesa, unico intervento strutturale ed a lungo termine per risanare i conti, ma solo sulle entrate, una crescita inferiore comporta entrate inferiori e, quindi, aumento del deficit che, con tutta probabilità schizzerà oltre il 3%, portandoci fuori dai parametri europei.
Ebbene, che sia chiaro sin d’ora che l’unico responsabile di questo disastro è il presidente del PD, Romano Prodi, che non ha affatto risanato i conti, ma ci ha solo spremuto come limoni, facendoci perdere tutti i benefici effetti di una crescita che, non solo non abbiamo agganciato, ma di cui non abbiamo neppure approfittato.
Come ce lo spieghiamo altrimenti che la nostra crescita 2008 è dimezzata rispetto a quella europea? Davvero vogliamo credere alla favola veltroniana che sia strutturale (di quale struttura, di grazia?)? O piuttosto, come era chiaro ed evidente fin dall’inizio e come tutti gli economisti hanno invano ripetuto al famigerato prode governo, aumentare le tasse in un periodo di crescita è il modo migliore per fare cassa nel breve periodo, ma per impedire alla nostra economia di approfittare della crescita e trovarsi poi in braghe di tela quando cambia il vento.
Bravo Prodi, ottima idea quella di bastonare con una caterva di tasse le piccole e medie imprese, le uniche che ci fanno stare a galla, favorendo i plantigradi di Confidustria, buoni solo a farci pagare i loro cassintegrati e succhiar soldi da farsi tassare nei paradisi fiscali. Ottima scelta davvero! Geniale trovata quella di tassare i cittadini così tanto da far crollare i consumi interni.
Certo quei 30 centesimi che hai elargito di elemosina a quattro gatti hanno dato una sferzata notevole all’economia. Complimenti! Succhia, succhia, succhia e alla fine il sangue finisce.
E ora arriva Uolter che vuole proseguire con questa politica sostenendo che, ora che Prodi ha risanato i conti, lui potrà abbassare le tasse di un’inezia, certo molto meno di quanto il suo presidente ce le ha aumentate, e garantire, coi soldi nostri, 1000 euro a tutti.
Ma davvero qualcuno gli crede? Ma gli italiani sono davvero così ingenui? Ma perché, di fronte a tante belle parole, piene di promesse, qualcuno non gli chiede semplicemente “come”? Curioso avvicendamento quello tra Gongolo e Uolter. Mi sembra tanto simile a quello in atto a Cuba tra Fidel Castro e suo fratello Raul, il quale, con un discorso di insediamento tanto simile al presunto riformismo democratico, ha promesso: “Daremo da mangiare alle masse!”
La prima pietra del nostro piccolo progetto culturale è stata posata. Davide Giacalone è andato ben oltre le aspettative: disponibile, coinvolgente, ironico, naturalmente preparatissimo. Questo ottimo inizio è la conferma che la nostra linea del FARE non è sinonimo di tempo perso. E, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la piena consapevolezza che LA CULTURA NON RISIEDE SOLO A SINISTRA.

Da aprile 2007 di fronte all’ex mattatoio su Lungotevere Testaccio, in Largo Giovanni BattistaQui sotto la serie completa dei servizi trasmessi da Radio Globo News con l’intervista di Romina Bassini a Fabio Franceschini, ad un capo Rom e al presidente della Camera di Commercio di Roma Roberto Giulioli che si impegna per l’ennesima volta a rsolvere il problema (è passato un anno nel frattempo!)

Prendo spunto da un articolo letto ieri su Il Legno Storto per darvi una ricettina mica male, da preparare con profondi pensieri durante la giornata, e per poter de(s)gustare in serata, magari davanti alla tv coi soliti noiosissimi servizi sul conflitto Israelo-Palestinese.
Da anni ormai si parla del conflitto come di una guerra irrimediabilmente senza speranza: gli Israeliani invasori che opprimono la minoranza (?) Palestinese. La Road Map, la Striscia di Gaza, i Settler, Katiushe e Kassam, Coloni, Intifada (piccola e grande... ebbene si, ce ne sono due per chi non lo sapesse), Hamas, Jihad Islamica, Shahid e vari sono gli ingredienti. Ora, chi ha intenzione di farsi un'idea su chi ha ragione e chi ha torto, ha sbagliato post. Lo scrivente ha una propria opinione personale in base ai dati ed alle letture fatte: ogni popolo ha diritto ad avere una propria "terra" da sviluppare e su cui far crescere i propri figli con educazione ed amor di patria. Israele e Palestina sono vicine, attigue e sovrastanti: si tratterebbe di tracciare una linea di demarcazione e far stare ognuno al proprio posto. Una strada che è stata già tentata (Road Map, e ultimamente anche il guerraiolo Bush ci prova), ma senza risultati utili, considerando che una parte (la Palestinese, nello specifico Hamas) non avrà pace finchè non avrà raso al suolo Israele che, invece, si era ben indirizzata verso un processo di tentata pace abbandonando i territori nella Striscia di Gaza: inutilmente aggiungerei visto che i pseudo-confini della Palestina si sono ulteriormente allargati. Per chi nutre dubbi sulla peculiarità del movimento indipendentista Islamico Hamas, riporto alcuni passi del loro Statuto:
"È detto all'articolo 1:«La base del Movimento di Resistenza Islamico (Hamas) è l'islàm. Dall'islàm deriva le sue idee e i suoi precetti fondamentali, nonché la visione della vita, dell'universo e dell'umanità; e giudica tutte le sue azioni secondo l'islàm, ed è ispirato dall'íslàm a correggere i suoi errori». Articolo 3:«Hamas consiste di musulmani che si sono dedicati interamente ad Allah e che lo adorano in verità; hanno riconosciuto i loro obblighi di fronte a se stessi, al loro popolo e alla loro terra. In tutto questo, hannoavuto timore di Allah e innalzato la bandiera del Jihad di fronte agli oppressori, per liberare la terra e il popolo dall'immonda sporcizia, dall'impurità e dal male dell'oppressore». Articolo 6: «Hamas è un movimento palestinese unico. Offre la sua fedeltà ad Allah, deriva dall'islàm il suo stile di vita, e si sforza di innalzare la bandiera di Allah su ogni metro quadrato della Palestina».
Articolo 11:«Hamas crede che la Palestina sia un lascito legale (waqf),terra islamica affidata alle generazioni dell'islàm fino al giorno della risurrezione. Non èaccettabile rinunciare ad alcuna parte di essa. Nessuno Stato arabo, né tutti gli Stati arabi nel loro insieme, nessun re o presidente, né tutti i re e i presidenti messi insieme, nessuna organizzazione, né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite hanno il diritto di disporre o di cedere anche un singolo pezzo di terra, perché la Palestina è terra islamica affidata alle generazioni dell'islàm fino al giorno del giudizio [...]. Questa è la regola della sharï`a, e la stessa regola si applica a ogni terra che i musulmani hanno conquistato con la forza, perché al tempo della conquista i musulmani l'hanno consacrata per tutte le generazioni dell'islàm fino al giorno del giudizio».
Articolo 13: «Le iniziative di pace, le cosiddette soluzioni pacifiche, le conferenze internazionali per risolvere il problema palestinese contraddicono tutte le credenze di Hamas. In verità, cedere qualunque parte della Palestina equivale a cedere una parte della religione. [...]. Le conferenze non sono nulla di più che un mezzo per imporre il potere dei miscredenti sui territori dei musulmani. E quando mai i miscredenti hanno reso giustizia ai credenti? [...] Non c'è soluzione per il problema palestinese se non il Jihad.Quanto alle iniziative e conferenze internazionali sono perdite di tempo e giochi da bambini».
Articolo 15: «Quando i nemici usurpano un pezzo di terra islamica, il Jihad diventa un obbligo individuale per ogni musulmano. Di fronte all'usurpazione della Palestina da parte degli ebrei dobbiamo innalzare la bandiera del Jihad [...].Dobbiamo instillare nelle menti di generazioni di musulmani l'idea che la causa palestinese è una causa religiosa, e dev'essere affrontata su queste basi. La Palestina include santuari islamici come la moschea di al-Aqsa, che è collegata alla Santa Moschea della Mecca dal viaggio del Messaggero di Allah» (si accenna all'isra', cioè al viaggio notturno dalla Mecca a Gerusalemme, compiuto da Muhammad sul cavallo al-Buraq, e al mi’raj, cioè all'«ascensione» di Muhammad dalla moschea al-Aqsa di Gerusalemme al Cielo, dove vede Allah econversa con lui).
Gli articoli 20, 21 e 22 parlano degli ebrei – «un nemico mal–vagio e nazista nella sua condotta» –, che «rovinano la vita delle persone, rubano il loro denaro e minacciano il loro onore». Gli ebrei hanno accumulato un'immensa ricchezza, con cui hanno preso il controllo dei mezzi di comunicazione del mondo (agenzie di stampa, grandi giornali, catene radio-televisive), hanno fatto scoppiare tutte le rivoluzioni, dalla Rivoluzione francese alla Rivoluzione russa, hanno «organizzato la prima guerra mondiale per distruggere il Califfato islamico», hanno fondato la Società delle Nazioni per dominare il mondo, hanno organizzato la seconda guerra mondiale, «nella quale sono diventati favolosamente ricchi grazie al commercio delle armi e del materiale bellico», hanno ordinato che fosse formata l'ONU, per mezzo della quale dominano il mondo, hanno formato organizzazioni segrete (massoneria, Rotary Club, Lions Club, B'na B'rith)«per distruggere la società e promuovere gli interessi sionisti», sono appoggiati dai poteri imperialisti."
(da http://www.cesnur.org/2003/hamas_12.htm)
Ora, tutto questo viene accuratamente osservato dagli attivissimi guerriglieri di Hamas, i quali si preoccupano di far piovere migliaia di missili Kassam e Katiushe sulle teste degli Israeliani, compiendo attentati terroristici con i Shahid (martiri) autodetonanti tra la folla nei mercati. E ciò chiaramente scatena la rappresaglia da parte di Israele che risponde a suon di missili e bombardamenti. Margini di pace ? Pochi... molto pochi. Ognuno tiri una riga e faccia le proprie somme
La domanda che mi sono posto è: noi assistiamo impotenti ? Possibile che un Governo (ex, ma evidentemente ancora attivissimo) che ripudia la guerra sotto qualsiasi forma (ricordate il ritiro delle truppe invocato in sede di pre-elezioni da tutte le sinistre ?) assista a tutto questo senza fare o dire nulla ?!? Che sciocco, ecco cosa fa ed ecco come:
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 5 febbraio 2008
Art. 1.
1. È autorizzata la concessione alla Delegazione generale palestinese, per il triennio 2007-2009, di un contributo annuo pari a 309.875 euro destinato alle spese di funzionamento della sua sede in Italia. Tale contributo ha carattere forfetario e non è soggetto a rendicontazione.
Art. 2.
1. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 1, pari a 309.875 euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2007-2009, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2007, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 3.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Tradotto: contribuiamo con oltre 1 milione di € (denaro pubblico) alla causa Palestinese dandogli dei soldi a fondo perduto e soprattutto senza obbligo di rendicontazione (non ci è dato sapere per cosa sono stati spesi)... mi sa che sono pure pochi alla fine, con quello che costano i missili e le cinture di tritolo oggi... bah !
Il 21 novembre 2001 il direttore di Libero Vittorio Feltri venne temporaneamente radiato dall'albo dei giornalisti lombardi. La delibera fu presa all'unanimità dal Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia per aver pubblicato la lista dei nomi dei cittadini italiani sotto procedimento giudiziario per accuse di pedofilia. Tuttavia nel febbraio del 2003 L'Ordine Nazionale dei giornalisti sconfessa quello lombardo annullando il provvedimento di radiazione dall'albo della Lombardia.
IL 17 febbraio 2008 Vincenzo Iacono, pizzaiolo di 45 anni, di Agrigento, è stato arrestato nella notte tra venerdì e sabato dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una bimba di 4 anni, figlia di una parente. L’uomo, che nel 2004 era già stato arrestato per violenza nei confronti di una bimba di di 11 anni e di due gemelline di 8 anni, era stato scarcerato nel 2005 ed era sottoposto all’obbligo di firma pur avendo subito una condanna in prima grado a sei anni e quattro mesi di reclusione.
Sicuramente più di qualche blogger si rivolterà, ma a questo punto del “cammino globale” la domanda mi sorge spontanea. Accusiamo la politica di essere distante dalla gente, di essere autoreferenziale, ma noi portatori di opinioni e strategie politiche in rete siamo sicuri di non rischiare il medesimo tipo di alienazione?
Come molti di voi passo le mie giornate saltando da un blog all’altro, leggo, intervengo, litigo.
Sicuramente ciò mi porta ad enorme arricchimento di informazioni, ma ho come la sensazione che questo mondo alla fine sia solo rappresentazione a livello più popolare della stessa indole della famosa casta. Grandi pensatori, esperti di politica e di leggi elettorali, integralisti delle ideologie, paladini del giustizialismo, tutti bravissimi a formulare teorie, generale mancanza di senso pratico.
La cosa che più mi preoccupa è, in barba al tanto decantato desiderio di novità, vedere che alcuni atteggiamenti restano cardine del nostro pensiero. Su tutti, e parlo dei pensatori di area centro-destra, la paura di perdere. Oggi certo fa comodo dire che nel 2006 arrivammo secondi per colpa di Casini, ma io ricordo quei mesi e credo che tutti noi dovremmo fare un piccolo esame di coscienza rispetto all’atteggiamento di allora. La delusione per un governo che aveva messo in opera ben poco di quello promesso ci rese mosci, rinunciatari. La leadership di Berlusconi era messa in dubbio anche dal suo attuale alleato-socio. Ricordo bene che nell’ambiente di AN si dava per scontata la sconfitta elettorale. E solo il colpo di reni di Silvio all’assemblea di Confindustria permise al centro-destra di recuperare in poche ore tanti punti sul centro-sinistra, portando il risultato finale ad un’inaspettato pareggio.
Per tutti quei mesi, precedenti al voto, ci eravamo affidati alle valutazioni degli “osservatori politici” il cui giudizio era ineluttabile: il centro-destra aveva fallito e la gente era stanca. Nessuno osò suggerire che 5 anni di governo non erano sufficienti a portare a compimento una buona ristrutturazione del sistema-paese. La declamata superiorità intellettuale della sinistra ci aveva messo all’angolo. Silvio Berlusconi, da solo, alla festa di Montezemolo e Della Valle strappò il microfono al moderatore De Bortoli e in pochi minuti ci restituì un “orgoglio” che colpevolmente avevamo prepensionato.
Il resto lo ricordiamo tutti, quindi veniamo ad oggi. Dove sono le differenze? Il più che disastroso governo Prodi 2, il più breve e dannoso della storia della Repubblica italiana è caduto da un mese, la sinistra ha fallito in tempi record la sua mission, il centro-destra ha finalmente stipulato ufficialmente quel patto di unità che in milioni abbiamo dimostrato di volere il 2 dicembre 2006, i “nostri valori” e le “nostre strategie” a sorpresa diventano la panacea anche per gli strateghi vetero-statalisti della sinistra. In poche parole si sta finalmente dimostrando che la strada intrapresa nel 2001 era quella giusta e NOI CHE FACCIAMO?
Ci cachiamo sotto per le recite di Veltroni, mettiamo sotto sforzo la calcolatrice per contare i voti che ci porterà via il democristiano caltagironiano Casini!
Alla determinazione di Silvio opponiamo valutazioni, continuiamo a farci prendere in giro dai grillini, porgiamo per l’ennesima volta l’altra guancia, perché noi siamo liberali, tutti hanno diritto di parola anzi l’avversario ha qualche diritto in più. Un plurisettantenne ha ancora la forza di alzare la testa e noi continuiamo a chinarla perché convinti che non potremo mai essere riscattati da un non so più quale peccato originale.
Siamo ad un passo dalla tanto sospirata rivincita e per l’ennesima volta emerge la nostra atavica incontinenza, in più di un blog “liberale” si invita al non voto o all’astensione. L’individualismo ancora una volta prevale come segno di distinzione di una destra molto brava a parlare, un po’ meno a sporcarsi le mani con la cacca del paese. Sono 60 anni che funziona così, il sangue versato dai nostri avi merita tutto questo? Loro si prendevano le fucilate alle spalle, comprese le mogli i figli e i preti, noi pensiamo di essere tosti perché sappiamo essere ficcanti con le parole, abilissimi a muovere i ditini sulla tastiera, un po’ meno ad abbassarci sul marciapiedi per sentire l’olezzo che emana. Tutti siamo bravi a scrivere che i Rom fanno schifo, pochissimi sono scesi in strada per risolvere “concretamente” il problema.
Ancora una volta Silvio Berlusconi dimostrerà di essere al centro del paese, sicuramente ben al di sopra di tutti noi. Per questo non ci sto all’ennesimo gioco al massacro, sono sicuro di vincere e credo che ognuno di noi, di voi, debba urgentemente farsi un piccolo esame di coscienza, perché dopo saremo tutti bravi a salire sul carro del vincitore.
Uno slogan sempre valido?
MENO SPOCCHIA, PIU’ FATTI.
Andrea Torre