Con il senso di nausea in aumento grazie ai cazzotti allo stomaco del buon senso e della matematica giriamo volentieri qui su Grande Bugia lo sfogo della sempre efficace e totalmente condivisibile Barbara Di Salvo.
Grazie Napolitano. Bella mossa!
Leggo che ha appena convocato Marini al Quirinale per le 17, quando finalmente darà ufficialità ad una scelta che era nell’aria da giorni.
Complimenti esimio. Davvero una brillante idea.
Finalmente mi ha tolto ogni dubbio e lo ha tolto a tanti. Lei non è il mio presidente e tanto meno della maggioranza degli italiani.
Lei oggi sta bellamente calpestando la democrazia, che in una repubblica non significa altro che la sovranità appartiene al popolo, come d’altronde è scritto nell’art. 1 della nostra costituzione, che oggi è di nuovo diventata carta straccia.
Non lo prenda come vilipendio, ma pura e semplice matematica.
La maggioranza degli italiani non ha votato al Senato coloro che si sono arrogati il diritto di governarci in questi ultimi 20 mesi.
Solo la legge elettorale imposta dal suo predecessore ed il voto di suoi colleghi a vita, non eletti da nessuno, ha permesso che navigassero a vista fino all’inevitabile tracollo.
Se il premio di maggioranza fosse, infatti, stato nazionale, anziché regionale, le due camere avrebbero avuto maggioranze diverse, il governo peggiore della storia non sarebbe mai nato e lei non sarebbe mai stato eletto.
Lo sa lei e lo sanno anche tutti quelli che la sostengono. Ma a nessuno importa, tanto meno a lei, che già a febbraio scorso aveva dimostrato di non essere il presidente di tutti, permettendo la riesumazione del Prode, grazie al solito traditore, che in casi di emergenza si trova sempre, come si troverà anche questa volta.
Torniamo alla matematica di oggi, però.
Qualcuno ha avuto la faccia tosta di dire che la maggioranza dei partiti non vuole le elezioni e probabilmente con questa scusa oggi ci propinerà il governo Marini.
Alt. Fermi tutti. Come la calcola questa maggioranza?
Mi scusi se glielo ricordo, ma in una democrazia, dove la sovranità appartiene al popolo, i parlamentari non sono altro che rappresentati di chi li ha eletti.
In un sistema come il nostro, con una legge elettorale che prevede un premio di maggioranza e liste bloccate, non si possono contare solo gli eletti, ma è obbligatorio calcolare i voti che ogni partito presente in parlamento ha ottenuto.
Ebbene, al Senato il conto è presto fatto perché già i voti dei partiti di destra che oggi chiedono elezioni sono abbondantemente la maggioranza (17.359.754), a cui vanno ad aggiungersi quelli dell’Udeur e dei Pensionati, per un totale di 18.194.423, contro i 16.307.268 dei partiti che vogliono rimanere attaccati alla poltrona.
Già questo, nel nostro bicameralismo perfetto, dovrebbe indurre a tornare alle elezioni, considerato soprattutto che anche il numero dei senatori è troppo a rischio per riuscire a far governare davvero Marini, anche col magheggio di dare la presidenza del Senato all’opposizione, togliendole così un voto.
Ma non è finita qui, perché anche alla Camera, dove in teoria si può affermare, mentendo sapendo di mentire, che la maggioranza dei deputati è a favore della melina di governo pur di tirare a campare, la matematica democratica dice tutt’altro.
I deputati di pseudo-maggioranza sanno bene, così come lo sa lei, di essere lì solo grazie al premio di maggioranza, ma di non rappresentare affatto la maggioranza degli italiani.
Se, infatti, fino a prima della crisi si potevano aggrappare ai fantomatici 24.000 voti (tutti ancora da verificare, ma questa è un’altra storia), oggi, con l’uscita dell’Udeur, che chiede le elezioni, così come la destra al completo, inclusi i Pensionati, la maggioranza dei votanti (19.866.503 contro
18.191.437), rappresentati alla camera, le ha chiesto a gran voce le elezioni, ma lei se ne sta bellamente infischiando e tira dritto per la sua strada.
Beh, che dire? Grazie.
In realtà lei sta facendo un gran favore alla destra. Certo distruggerà l’Italia con un altro non-governo che nulla governa, ma a lei che importa?
Ci dimostra per l’ennesima volta che la sinistra, di cui lei è degno rappresentante, agisce in politica al solo fine di impedire a Berlusconi di tornare al governo.
Peccato che non esista comportamento più antidemocratico di chi vuole impedire agli elettori di scegliersi il proprio governo, ma da chi salutava i carriarmati ungheresi come simbolo di pace non si può pretendere troppo.
Mi piacerebbe, però, che, come in quel film dove il protagonista non riusciva a mentire, oggi lei motivasse la sua scelta dicendo finalmente la verità: “Cari italiani, ho deciso di calpestare la volontà della maggioranza di voi, per non permettervi di votare un governo guidato da un presidente che voi scegliereste, a gran maggioranza, ma che a me non piace. Finché ne avrò il potere, pertanto, farò tutto il possibile per impedirvi di esercitare il vostro sacrosanto diritto di scegliere democraticamente da chi farvi governare”.
Ma va bene così. Non dispero, anzi sono lieta di quel che accadrà.
Se non fossero bastati 20 mesi di prode governo, i sinistri ci dimostreranno nei prossimi mesi, al di là di ogni ragionevole dubbio, tutte le loro menzogne e la loro antidemocraticità.
Dopo aver ululato alla luna la necessità di riforme condivise, faranno di tutto per far passare solo con l’UDC il modello tedesco a loro tanto caro. Il modello ideale per mettere i bastoni tra le ruote a Berlusconi e permettere al PD di sperare in un ripescaggio in extremis nella più becera politica dei due forni, tanto agognata da D’Alema, Montezemolo e poteri forti vari.
Ci dimostreranno così cos’è la democrazia.
Per fortuna che c’è il referendum e forse riusciremo a scamparla, ma le premesse non sono delle migliori.
Considerato che a lei non importa punto di quanto chiedono gli elettori, presumo infatti che fisserà la data del referendum il più tardi possibile, lasciando così che siano dei parlamentari, rappresentativi solo dei propri personali interessi, a decidere la legge elettorale a loro più consona ed impedendo che siano gli italiani a scegliersela.
Ma va bene così.
La mossa di Napolitano farà finalmente uscire allo scoperto la vera UDC, sempre meno Unita e sempre più DC, e assisteremo all’ennesimo tentativo di rifondare la cara vecchia Balena Bianca, proprio grazie all’indispensabile contributo del buon Di Pietro, principale carnefice, che mostrerà all’Italia il suo vero volto.
Ma va bene così.
Perché nel frattempo il disgusto per la politica monterà a livelli impensabili, ma sarà per lo più indirizzato a chi si rende complice di tale obbrobrio, a tutto vantaggio della destra che se ne terrà fuori invocando la piazza, e con buona pace di Grillo, che avrà, sì, il tempo di tirar su il suo partito civico, ma sottrarrà prevalentemente voti al PD.
Ma va bene così.
Continueremo a farci del male, la monnezza continuerà a farla da padrona, la crisi economica ci sommergerà, le tasse ci strangoleranno, l’inflazione crescerà, la spesa pubblica schizzerà alle stelle, i servizi pubblici e le infrastrutture saranno sempre più fatiscenti, ma almeno finalmente gli italiani sapranno chi ringraziare.
Lei, il presidente di parte.
Baci Ba