La Grande Bugìa

60 anni di lavaggio del cervello e menzogne della sinistra italiana. Orgogliosamente revisionisti!
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giovedì, 29 novembre 2007

Una bambina contro Stalin

di Perla da Legno storto

Nella prima parte di questo modesto contributo alla memoria, per non dimenticare i crimini e i criminali comunisti italo-russi, abbiamo parlato di cittadini italiani che consegnarono ai boia sovietici i propri compagni di partito, non di rado propri amici o familiari. 
Autentiche tragedie circondate da “cortine di ferro” erette e sorrette da fanatismo ideologico, terrore e rigida omertà.
Abbiamo scritto di come le fortune del Pci e dei suoi attuali “discendenti” si fondino su quella stessa omertà che, è incredibile persino a dirsi, perdura ancora e nasconde fatti e personaggi che vengono tenuti sepolti a protezione dell’immagine sacralizzata di Palmiro Togliatti.
postato da grandebugia alle ore 18:23 | link | commenti
categorie: articoli, stalin, dittature comuniste
giovedì, 29 novembre 2007

Chi siamo, che facciamo... dove andiamo ?!?

…nel senso… sappiamo dare la giusta priorità agli eventi ?

Quello che sta accadendo in questi giorni, e che possiamo leggere su tutti i quotidiani, rischia di annebbiare la vista a coloro che operano per un “bene superiore”. Senza dubbio ha enorme importanza conoscere nome, cognome, codice fiscale e gruppo sanguigno della nuova realtà (parallela ? Legata ? Madre?) del Partito del Popolo/Partito della Libertà, ma, a quello che si vede, rischiamo di gettare nel gossip “Isolano” le reali priorità e le reali necessità del popolo stanco.

Mentre si conta “chi c’è e chi non c’è”, i fatti di cronaca vanno avanti, la sicurezza vacilla, la legge tentenna e l’economia continua a strangolare Babbo Natale in partenza dal Circolo Polare… i bambini ogni anno vanno a letto prima, la notte di Natale… lo sapevate ? Eh si, perché la slitta di Santa Claus è ogni anno più vuota, visto che quando arriva il 25 dicembre la tredicesima è stata investita nei ricarichi delle utenze, nell’abbonamente del canone Rai, sempre più cara e sempre più scadente, nella tassa sui rifiuti sempre più cara e sempre più mal-investita (basta guardarsi intorno, strade sempre più sporche e bar sempre più pieni di netturbini laboriosi… ma giustamente quando il gatto non c’è…), cartelle pazze, tasse agli estremi del “pizzo”. SGUAZZIAMO E SOPRAVVIVIAMO IN UN SISTEMA DOVE, ANCHE SE HAI RAGIONE, “PRIMA PAGA… POI NE RIPARLIAMO…”.

postato da grandebugia alle ore 12:01 | link | commenti
categorie: partito della libertà
mercoledì, 28 novembre 2007

Silenzio: a Parigi c'è l'Intifada

di Fausto Carioti da Aconservativemind


Puntuale, l’autocensura è scattata pure stavolta. A leggere i giornali - anche quelli italiani - e a guardare i servizi televisivi, uno si fa l’idea che in Francia gruppi di non meglio precisati «giovani» stiano mettendo a ferro e fuoco i sobborghi parigini per motivi alquanto confusi. Insomma, stanno cercando di vendercela come una «rivolta generazionale», una replica del maggio parigino in versione proletaria e suburbana. Piccolo dettaglio: dei rivoltosi delle banlieues, due su tre si chiamano Mohammed. Sono giovani, certo, ma in grandissima parte sono anche musulmani. I giornali lo sanno, gli operatori televisivi lo sanno, i politici lo sanno. Ma tutti, al di qua e al di là delle Alpi, si affannano a imitare le tre scimmiette: meglio non vedere, non sentire e non raccontare. È diventato politicamente scorretto persino fotografare la realtà e trarne l’ovvia conseguenza. E cioè che quello che sta andando in scena nelle banlieues queste notti è il fallimento dell’integrazione degli immigrati islamici nella società francese. La ricetta “liberté, egalité, fraternité” con loro non ha funzionato. Il risultato è che nel cuore dell’Europa, a Parigi, oggi c’è l’Intifada. Ma dirlo è vietato.
postato da grandebugia alle ore 20:36 | link | commenti (3)
categorie: articoli
mercoledì, 28 novembre 2007

Non vi sembra un pò troppo? by Andrea

(TGcom)

"Alcuna sintonia con dl sicurezza Roma"

"Grazie a Dio voi non siete diventati come l'Italia". Questo quanto affermato dal presidente romeno Traian Basescu a Madrid, al Foro Nuova Economia, prima di incontrarsi con il premier spagnolo Josè Luis Zapatero. Il capo di Stato romeno ha poi aggiunto che Bucarest non può avere "alcuna sintonia" con il decreto sicurezza varato dal governo italiano.

La Romania, ha specificato Basescu, accettera' di imporre restrizioni ai propri cittadini solo in presenza di una sentenza della magistratura perche' il suo Paese ''non puo' trasformarsi in un carcere''. Criticando la decisione del governo italiano di espellere cittadini romeni ''per motivi di sicurezza'' dopo l'uccisione di Giovanna Reggiani, il presidente romeno ha chiesto a Zapatero di togliere la moratoria imposta sulla libera circolazione dei lavoratori romeni.

Il presidente, in visita ufficiale in Spagna, ha avvertito che il mantenimento della moratoria di due anni potrebbe avere l'effetto di ''una bomba a orologeria'' incrementando l'economia sommersa e provocando ''violenza e tensione etnica''.. Basecu, citato dalle agenzie, ha ringraziato la Spagna per come tratta i romeni malgrado la moratoria.

Ecco a voi il bel risultato della politica della "tolleranza" e "dell'integrazione", il capolavoro che gli illuminati signori del governo hanno realizzato. Il Paese che ha dato a questi scappati di casa protezione, alloggi, solidarietà, impunità, sacrificando il vivere civile e pulito dei suoi concittadini.
postato da grandebugia alle ore 08:26 | link | commenti (3)
categorie: immigrati, romeni
mercoledì, 28 novembre 2007

Era comunista

di Giordano Bruno Guerri da Il Giornale

Fiducioso nell’animo umano, sono portato a credere che i comunisti siano uomini sostanzialmente buoni, preoccupati del bene comune e, in particolare, di quello dei più deboli. È ovvio che una simile affermazione necessita di parecchi distinguo, ma almeno due sono indispensabili.
Il primo distinguo riguarda il ruolo e l’atteggiamento dei capi, di ogni epoca, luogo e idea. Un capo non può - e non deve - essere prima di tutto «buono», bensì pragmatico. Il suo compito principale è la vittoria sugli avversari esterni e interni, per imporre anzitutto se stesso e di conseguenza le proprie idee. Di certo non erano buoni, dunque, né Lenin, né Stalin, né Trotzsky, né Mao, né Togliatti e via calando, lungo il corso della storia e del tempo. Vivevano una vera utopia generosa, invece, gli idealisti convinti sul serio che il comunismo potesse portare a una specie di paradiso in terra, senza oppressi e senza oppressori. E pazienza - si fa per dire - se, alla base del comunismo degli umili, non c’erano utopie nobili ma un più concreto e meno nobile odio di classe, basato sul principio che bisogna togliere a chi ha di più, indipendentemente dai meriti.
postato da grandebugia alle ore 07:35 | link | commenti
categorie: articoli, dittature comuniste, socialismi e liberismi
martedì, 27 novembre 2007

Bertinotti merita solo schiaffi

di Gianalfonso D'Avossa da Libero

Si vergogni deputato Bertinotti. E si affretti a dimettersi da presidente della Camera che impone, a chi intenda rappresentarla, un rigore comportamentale che non è ipocrita formalismo, ma senso e rispetto dello Stato che lei,con le sue dichiarazioni e i suoi ripetuti opportunismi, ancora una volta dimostra di non possedere.
Ella non può permettersi impunemente, alla notizia che un sottufficiale dell'Esercito è morto in operazioni agendo in Afghanistan, di dichiarare che adesso si "impone una riflessione strategica".
Rifletta piuttosto - e in silenzio - con se stesso, valutando le sue, anche personali, responsabilità. Se non riesce a mantenersi estraneo, quale terza carica dello Stato, da atteggiamenti di parte, lasci subito lo scranno più alto di Montecitorio e trorni alla sua sin tropo facile e verbosa vocazione barricadera.
postato da grandebugia alle ore 14:48 | link | commenti (3)
categorie: articoli, afghanistan, paladini
martedì, 27 novembre 2007

Prodotto scaduto

di Mario Cervi da Il Giornale


S’è sgretolato, parecchi anni or sono, il comunismo reale. Ne è fuori la Cina, dove furoreggia un affarismo autoritario e non di rado persecutorio. Ne è fuori quasi totalmente il Terzo Mondo, affascinato a lungo dalle sirene d’un marxismo in salsa africana. Rimane Cuba, legata alla sopravvivenza fisica di Fidel Castro, e oggetto di amorevoli cure dei politologi: angosciati dalla prospettiva di non poter più controllare in concreto, a breve scadenza, le caratteristiche essenziali, e infallibilmente manicomiali, d’un regime comunista. Ma perfino nella stampa plumbea dell’Avana si nota qualche afflato d’indipendenza.
Dopo lo sfascio del comunismo reale - la dizione ufficiale era anzi quella di socialismo reale - sta cadendo in pezzi anche il comunismo ideale. Con l’eccezione forse di Oliviero Diliberto che non riesce a liberarsi dai miti - nemmeno da quello d’essere un genio - e nonostante la superstite presenza di due partiti che hanno il comunismo nell’etichetta, in Italia la frana è visibile e palpabile. La «cosa rossa», rassemblement delle chiacchiere, affaccia il proposito di rinunciare al simbolo di falce e martello.
postato da grandebugia alle ore 14:24 | link | commenti (4)
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lunedì, 26 novembre 2007

Aria fresca.... By Ciceruacchio74


Fortunatamente ogni tanto gli occhi tornano a leggere parole sensate... piene..... vere ! E come al solito Daniele Capezzone dimostra di avere, a differenza di molti altri pseudo-politici, idee chiare sul da farsi.
Non è sicuramente un medico per poter curare una democrazia malata da decenni, ma un ottimo comandante di vascello sicuramente lo è; e la sua stella Polare continua a brillare indicandogli anche nella notte più buia la giusta direzione da tenere. Il vero spirito liberale  tiene sempre a mente l'obiettivo che la politica deve perseguire in uno stato democratico: l'equità ed il welfare PER IL CITTADINO.

Intervista a Daniele Capezzone / “Per i liberali solo battaglie”
di Barbara Alessandrini

“A mio avviso i liberali, anziché chiedersi cosa convenga loro dovrebbero soprattutto concentrarsi su cosa convenga al paese. Insomma il tema da affrontare non è se, quando o come costituire un'area liberale diversa da questo partito né, peggio ancora, una componente o una corrente del Ppl. Il punto è scegliere alcuni obiettivi e provare a capire dove questi obiettivi possono essere realizzati. Se, ad esempio Berlusconi compie un atto di rottura rispetto all'esistente, questo è il momento in cui i liberali devono muoversi con generosità e coraggio e provare a dare una mano al progetto del nuovo partito”. Daniele Capezzone, ex Rosa nel Pugno, che ha recentemente annunciato di aver esaurito la sua esperienza all'interno della maggioranza di governo, ha le idee chiare sulle prospettive che attendono il mondo dei liberali all'indomani della costituzione del Ppl: L'esperienza liberale va concentrata sui programmi e non sulle aggregazioni. Tempo scaduto e soprattutto perso, insomma, sia per chi intendesse fare l'ennesimo tentativo di compattamento del mondo laico-liberale nell'ambito della ex Cdl, sia per coloro che addirittura, in nome di antichi settarismi, ritengono possibile riesumare soggetti politici obsoleti.

postato da grandebugia alle ore 09:28 | link | commenti
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sabato, 24 novembre 2007

Potrai mai perdonarci? by Andrea

Si offende qualcuno se dico che facciamo tutti schifo? Beh, per quanto mi riguarda farà le famose 2 fatiche perchè questo è ciò di cui sono certo oggi. Smarriti nei labirinti dei nostri tagionamenti politici, sociologici, psicologici, rigorosamente e puntualmente paladini di giudtizia, equità e serietà, naturalmente e comodamente seduti davanti al pc e con il culo al calduccio, da troppo tempo non ci passa per la mente che molti nostri compatrioti continuano a pagare con il sangue le dedizione alla Bandiera Italiana, gli impegni che questo stato di merda ha preso nei confronti di popolazioni dilaniate dal fanatismo religioso.
Oggi a Kabul un kamikaze si è fatto saltare in aria nei pressi di un ponte (non un deposito di armi!) in costruzione. Dieci i morti in totale, tra cui 4 bambini e il Maresciallo dell'esercito italiano Daniele Paladini; accortosi dell'arrivo della bestia talebana, vi si è gettato sopra per impedire il peggio.
Siamo proprio bravi noi italiani molli e vittimisti a perderci nelle diatribe su leggi elettorali, strategie politiche, conquiste di leadership, bravissimi a sfoderare tutto  il repertorio completo di slogan d'accatto, insuperabili nell'offerta di frasi "di cordoglio" e "di convenienza".
Mi permetto di suggerire l'unica parola che dobbiamo a chi dimostra ancora una volta di essere solo nel sostentamento della bandiera tricolore: SCUSA! Scusaci a noi poveri imbecilli che abbiamo fatto finta di dimenticare che essere italiano è ben altra cosa rispetto alle sciocchezze di cui pretendiamo di occuparci sul suolo patrio mentre te versavi in terra straniera ed ostile il tuo sangue per loro, ma soprattutto PER NOI...
e si sciacqui la bocca chi oserà strumentalizzare il tuo nome blaterando di missioni di guerra.

Daniele Paladini, a nome di tutta l'Italia ti chiedo SCUSA!
Non c'è bisogno di andarli a cercare sui libri di storia, perchè gli EROI ITALIANI anche oggi sono tra noi.
Daniele Paladini: UN EROE ITALIANO!


PS: E questa è la risposta del rutilante e pacifico mondo del calcio:
(TGCOM)

Tifosi contestano il minuto di silenzio

Vergognosi fischi di parte del pubblico di 'Marassi' durante il minuto di raccoglimento in memoria del maresciallo Capo dell'esercito Daniele Paladini, deceduto nella giornata odierna in Afghanistan. Alcuni tifosi hanno rumoreggiato, prima che i loro fischi fossero coperti dagli applausi della maggioranza della platea presente al 'Ferraris' di Genova per assistere all'anticipo di serie A tra Genoa e Roma.


Continuiamo a tenere aperti gli stadi...


postato da grandebugia alle ore 17:40 | link | commenti (5)
categorie: afghanistan, eroi, kabul, paladini
sabato, 24 novembre 2007

La risposta di Prodi per battere la criminalità: tagli alla sicurezza

di Fabrizio Ravoni da Il Giornale

da Roma

Nel 2008 la legge finanziaria favorirà una crescita di 26 miliardi della spesa pubblica. Lo dicono le tabelle messe a punto dal Servizio studi della Camera, che confrontano il testo della manovra approvato dal Senato con il «bilancio a legislazione vigente»: cioè, il bilancio attualmente in vigore. Senza queste nuove spese, il deficit del prossimo anno sarebbe stato pari allo 0,8% del pil, contro il 2,2% previsto dal governo.
Dalle tabelle messe a punto dagli economisti di Montecitorio, però, emerge un dato singolare. Gli enti locali (Province, Regioni, Comuni) assorbono quasi la metà delle maggiori spese (circa 13 miliardi di euro), in compenso diminuiscono le somme a disposizione per «ordine pubblico e sicurezza», per «difesa e sicurezza del territorio», per «competitività e sviluppo delle imprese».
La prima voce («missione», secondo la terminologia voluta da Padoa-Schioppa per la riforma del bilancio), per esempio, viene ridotta di 101 milioni; la seconda («difesa e sicurezza del territorio») per 164 milioni; la terza («competitività delle imprese») per un miliardo e 141 milioni. Sforbiciata di 7 milioni anche la missione «Giustizia». Mentre la voce «istruzione scolastica» deve registrare un taglio di 26 milioni.
postato da grandebugia alle ore 09:38 | link | commenti
categorie: sicurezza, articoli, finanziaria
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GRANDE BUGIA è chiaramente ispirato all’omonimo capolavoro-inchiesta di Giampaolo Pansa. Questo libro, ultimo di una serie dedicata alla storia d’Italia nascosta dall’intellighenzia comunista, ha rappresentato per me un’illuminazione. E forte è cresciuto il desiderio di approfondire i temi e gli eventi che dal dopoguerra ad oggi hanno avuto solo una interpretazione, faziosa ed ipocrita. Nel suo piccolo questo blog si propone di dare voce anche a chi non la pensa come alcuni contemporanei telepredicatori e dubita fortemente dei messaggi divulgati dalla “cultura ufficiale”.

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