Tratto da Il Mascellaro del 22/01/09
Tratto da Giustizia Giusta del 20/11/08 di Gianluca PerriconeIl governo Sarkozy detta le regole per limitare il ricongiungimento familiare degli immigrati. Stando alle nuove norme appena approvate, a partire da dicembre, prima di ottenere il visto, gli stranieri che vorranno raggiungere i parenti in Francia dovranno dimostrare di conoscere la lingua francese e i costumi occidentali. I test, stando al ministro per l'immigrazione Brice Hortefeux, verranno eseguiti direttamente nei Paesi d'origine.
CHISIMAIO (SOMALIA) - Miliziani somali fedeli alle deposte Corti islamiche hanno giustiziato in pubblico una giovane donna accusata di adulterio, ricorrendo all'arcaico e macabro metodo della lapidazione: lo hanno denunciato testimoni oculari, secondo cui l'esecuzione è avvenuta nella tarda serata di lunedì a Chisimaio, città portuale situata circa 520 chilometri a sud-ovest di Mogadiscio, davanti a centinaia di spettatori, molti dei quali costretti ad assistervi, parenti della vittima compresi.
LA VITTIMA - La ragazza si chiamava Asha Ibrahim Dhuhulow e aveva 23 anni; tradizionale velo verde sul capo, il volto coperto da un panno nero, è stata condotta sul luogo del supplizio a bordo di un furgone per poi essere massacrata. Ai presenti è stato detto che lei stessa aveva riconosciuto la propria colpa, e accettato il suo crudele destino: ma, al momento di essere trucidata, si è messa a urlare e a divincolarsi, mentre i carnefici la immobilizzavano legandole mani e piedi. A quel punto un congiunto le è corso incontro, tentando di aiutarla, ma gli integralisti di guardia hanno aperto il fuoco per fermarlo, e hanno ucciso un bambino. Secondo i familiari, Asha non ha ricevuto un processo coranico equo: «L'Islam», ha ricordato uno di loro, «non permette che una donna sia messa a morte per adulterio se non sono presentati pubblicamente l'uomo con cui ha avuto rapporti sessuali e quattro testimoni del fatto». I giudici fondamentalisti si sono però limitati a replicare che puniranno in maniera adeguata la guardia responsabile della morte del bimbo. È il primo episodio del genere di cui si abbia notizia in Somalia da due anni: da prima cioè che, alla fine del 2006, le truppe del governo transitorio di Mogadiscio sconfiggessero le Corti islamiche con il determinante appoggio militare dell'Etiopia. I ribelli hanno però intrapreso una guerriglia difficile da contrastare, e lo scorso agosto si sono reimpadroniti di Chisimaio, reimponendovi leggi ispirate alla più vieta concezione dell'Islam; in città, per esempio, è proibita qualsiasi forma di svago perchè considerata blasfema.
Quest'anno, come negli ultimi anni, la pubblicazione dei dati Ocse-Pisa dà un quadro impietoso e realistico della situazione della scuola italiana: l'Italia è al 33esimo posto per competenze di lettura, al 36esimo per cultura scientifica, al 38esimo posto per quella matematica, con risultati peggiorati rispetto alle precedenti rilevazioni. Solo i licei e il Nord superano "l'esame": il resto è nebbia. I dati, non proprio incoraggianti, non dicono purtroppo nulla di nuovo: si limitano solo a confermare un peggioramento continuo della scuola italiana. Le colpe vengono da lontano: nessuno può essere accusato di essere il "mostro" che ha rovinato la scuola da solo. D'altra parte nessuno può chiamarsi fuori: ci si aspetterebbe un esame di coscienza personale e collettivo che porti ad ammettere la necessità impellente di rivoluzionare il nostro sistema educativo. Invece certe reazioni lasciano quanto meno perplessi. Il ministro Fioroni afferma giustamente: «I dati sulla scuola italiana contenuti nel rapporto Ocse Pisa 2006 dimostrano che c'è un'emergenza educativa e di formazione che riguarda tutto il Paese». Ma poi aggiunge che è «segno che qualcosa in passato non ha funzionato». Gli fanno eco Giovanna Capelli (Prc), proclamando che il Governo ha preso in mano «la situazione del degrado culturale» e, dall'altro lato della barricata, Paolo Grimoldi (Lega) che fa notare come nel Rapporto venga promossa la Padania. Della situazione sono responsabili solo i governi passati, o comunque, gli "altri"? Nel proporre le soluzioni il ministro poi aggiunge che è necessario «uno sforzo di tutto il sistema Paese che riponga al centro della scuola e della società il merito e che sappia incentivarlo, insieme alle eccellenze, creando in questo modo gli strumenti necessari affinché ogni ragazzo abbia forte la convinzione che in base a ciò che sa può ricoprire qualunque ruolo nella società e che tutto questo non è legato solo a raccomandazioni o santi in paradiso». Giusto intendimento, ma su questa linea, occorre domandarsi: «Negli ultimi anni sono state fatte troppe riforme, occorre più serietà e un po' di buonsenso»? Come mai i Paesi in cima alla classifica dell'Ocse, per raggiungere i loro risultati, hanno intrapreso una decentralizzazione/destatalizzazione dei sistemi, una drastica riduzione delle materie e delle cattedre in nome del core curriculum, una differenziazione degli indirizzi, una personalizzazione dei percorsi individuali, una certificazione rigorosa delle competenze, una preparazione esigente dei docenti, una severa valutazione delle scuole, degli insegnanti, dei dirigenti? Bastano serietà e buonsenso se permane lo statalismo, la mancanza di autonomia delle scuole pubbliche, la resistenza feroce contro la parità scolastica (pubblico-privata) e la libertà di educazione, la mortificazione della funzione intellettuale degli insegnanti, lo spreco inutile di risorse che sta uccidendo progressivamente la scuola italiana (siamo il quarto Paese per spesa nell'Ocse)? Non vorremmo finire come Don Ferrante che, non credendo al morbo, ne morì.
Giorgio Vittadini
Presidente Fondazione per la Sussidiarietà
Tratto dal quotidiano "Il Giornale" del 13 dicembre 2007 pagina 43
Riportato dal Blog "Cighedirli"Duro affondo del premier Silvio Berlusconi dopo la manifestazione del Pd a Roma. "Veltroni si dovrebbe rassegnare: ha perso e per cinque anni non c'è più niente da fare. Invece di fare manifestazioni, dovrebbe andarsi a riposare, per prepararsi a fare una bella campagna elettorale tra cinque anni, ci lascerebbe così lavorare meglio e con più profitto per gli italiani. Questa è la sinistra delle frottole, delle invettive, delle calunnie", ha detto.
"Sulla riforma Gelmini andremo avanti"
Sulla riforma della scuola e sulla richiesta dell'opposizione di ritirare il decreto Gelmini Berlusconi risponde deciso: "Andiamo avanti a governare e a fare cose di buon senso che sono nel programma qualunque cosa dica Veltroni o qualcun altro nell'opposizione. Hanno usato strumentalmente la scuola, pensate all'università dove non abbiamo ancora fatto nulla e già hanno mosso critiche e studenti nelle strade con strumentalizzazioni difficilmente definibili"
Fonte: TgCom
Le conversazioni in pvt col grande Master, sempre piacevolizzime e stimolanti (adesso pensate male), mi fanno pensare che qualche post musicale potrebbe andar bene anche qui, sulla falsariga di quelli aperti in un mio precedente blog. Se allora postavo di psichedelia e space rock, con Andrea mi sono trovato a discorrere di colonne sonore italiane, di spot, del grande Franco Godi, di pietre miliari dell'easy listening (e non solo) come Riz Ortolani, Roberto Pregadio (sì, quello della Corrida) e soprattutto Piero Umiliani (quello di Ma Nah Ma Nah). Dopo il magnifico spot Zucchi come jingle del blog, ho deciso quindi di linkarvi la completa collezione della serie "Easy Tempo".